Pil, Nord batte Sud 2 a 1


Il reddito pro capite al sud è la metà del nord. Pil procapite del Sud quasi metà del Nord-Ovest. Istat, 17.600 euro per abitante contro 32.500. Cresce divario.

Il Pil per abitante nel 2014 è di 32.500 euro nel Nord-ovest, mentre nel Mezzogiorno è inferiore del 43,7% e pari a 17.600 euro. Lo rileva l’Istat sottolineando che il divario si ampia rispetto al 43,2% del 2013. Nel Nord-est il Pil procapite si attesta a 31.400 euro nel Centro a 29.400. Continua a leggere “Pil, Nord batte Sud 2 a 1”

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Istat, una persona su quattro in Italia è a rischio povertà.


Istat, una persona su quattro in Italia è a rischio povertà. In Sicilia il dato raddoppia, 1 su 2 è già povero.

>>>ANSA/POVERTA': OTTO MILIONI DI POVERI IN ITALIA, 3 MILIONI INDIGENTI

Oltre una persona su quattro in Italia è a rischio povertà o esclusione sociale nel 2014. Sono il 28,3% della popolazione, secondo la stima dell’Istat, un dato stabile rispetto al 2013. In particolare il 19,4% è a rischio povertà, l’11,6% vive in famiglie gravemente deprivate e il 12,1% in famiglie a bassa intensità lavorativa. Continua a leggere “Istat, una persona su quattro in Italia è a rischio povertà.”

Economia/I redditi delle famiglie al Sud sono crollati del 24,8% rispetto al 2007


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I polli di Trilussa tornano utili a ricordare perché in Italia la media non spiega nulla. E nonostante sessant’anni di politiche straordinarie, ordinarie rinforzate, ordinarie e basta, meno che ordinarie, il divario tra Nord e Sud continua ad allargarsi invece che ridursi come pure si vorrebbe. Continua a leggere “Economia/I redditi delle famiglie al Sud sono crollati del 24,8% rispetto al 2007”

3,5 milioni di persone senza lavoro, la maggior parte al Sud


lavoro disoccupazioneSale ancora la disoccupazione al 13,6%. I dati Istat relativi ai primi tre mesi 201a parlano di 3,5 milioni di persone senza lavoro. Drammatica la situazione dei giovani al Sud. Squinzi: “Stiamo strisciando sul fondo”Il lavoro non riparte e la disoccupazione aumenta ancora. Continua a leggere “3,5 milioni di persone senza lavoro, la maggior parte al Sud”

RICORDI/PENSIERi/POESIE…Ritorno al sud…frammenti di poesia


san giorgio circumvesuviana station
san giorgio circumvesuviana station (Photo credit: Wikipedia)

Qualche anno fa , scesi a Napoli col treno, erano cinque sei anni che non prendevo più la circumvesuviana, appena entrai sentii subito quell’odore, ( quello che una volta chiamavo puzza), non so se venga dalla plastica dei sediolini, se dallo sfregare dei freni contro l’acciaio delle rotaie, fatto sta che mi sentii quasi come uno che torna da una lunga convalescenza, una sensazione che avevo già provato da bambino, quando ritornai dall’ospedale dopo essermi operato d’appendicite. Ma quella volta era diverso, non riuscivo a guardare negli occhi la gente, guardavo i loro vestiti , le borse cariche di spesa, leggevo quegli adesivi che per trent’anni non avevo mai notato ci fossero “non appoggiarsi porte automatiche” ” Ne pas jeter des objets par la fenêtre” questo mi ero perso in trent’anni, tutto questo. ad un tratto alzo gli occhi e meraviglia delle meraviglie , tutti guardavano me, ad un tratto mi sentivo “nudo” sembrava che la gente se ne fosse accorta dei miei sei anni di romagna, avevano uno sguardo strano, quasi di rimprovero, le braccia conserte, le ciglia inarcate, severamente paternamente quasi mi dicevano: “ma pecche’ te ne si gghiute?” non so, forse sarà stato un attimo di schizofrenia passeggera, suggestione della stanchezza di un viaggio in treno, ma tutti sembravano riconoscermi, tutti mi parlavano… ” che ore sono? portici è la prossima? scende? scusi l’ombrello… ero felice, scorrevano dal finestrino tutte le tettoie in lamiera , i tetti, i terrazzi, i panni stesi, faceva capolino, da un buco nella guarnizione delle porte il vesuvio, che sovrastava quelle casette bianche, quei pini , quei tralicci dell’alta tensione, man mano intravedo il marciapiede di cemento, rifatto di nuovo, e da lontano la scritta “san giorgio a cremano” che gioia, ero tornato a casa, se in quel momento mi avessero detto che avevo pochi istanti di vita , sarei morto col sorriso sulle labbra. si aprirono le porte ed il sole, quasi accecandomi , mi dava il benvenuto da dietro la palazzina , al primo piano c’erano ancora i gerani, quelli che mia nonna innaffiava ogni sera, ancora il vecchio “stipetto” di legno marrone, tutto ” i sciosciamosca” appesi allo stipite della finestra, tutto era tutto come lo avevo lasciato, non c’era più mia nonna però, nel frattempo lei era partita per un altro viaggio un po più lungo del mio. faccio le scale della stazione due , tre per volta, quel valigione che per tutto il viaggio mi era sembrato un macigno divenne improvvisamente una piuma, svoltai subito l’angolo di piazza trieste e trento e via , di corsa , lungo il viale della stazione; Era tutto come l’avevo lasciato, era tutto li. attraversai piazza tarallo, come un fulmine, via, su per via don morosini, correndo , mentre lancio uno sguardo al bar di “muzzarella” erano li, ingrassati, stempiati, imbiancati dal tempo, sei anni sembrano pochi, ma sono abbastanza per invecchiare. giunto davanti al portone di casa mi fermo, alzo gli occhi e vedo quel gigante di pietra, con le sue enormi finestre di tufo, scavate dal tempo nell’intonaco, bello come non mai, col suo portone di legno, scheggiato dalle biciclette lanciate a tutta velocità, la mia gioventù era su quel vecchio, sbiadito portone di legno, le scale di cemento e marmo, la ringhiera traballante di secoli, la porta di casa mia, mia madre, con le maniche tirate su, con le mani sporche non so di cosa, piegata dagli anni, con i capelli arruffati, mi guarda, come solo una madre ti guarda, mio padre da dietro , fa capolino, mi prende la borsa, mi stende la mano , mi da un bacio e mi dice: “s’avessa fa na pittata a sta porta , fa proprio schifo” ero a casa, in quel momento scoprii il valore delle cose vere, delle cose giuste, l’amore di chi, ti riconosce sempre e sa sempre chi sei… tutta la stanchezza del viaggio rimase sul ballatoio, insieme all’ombrello ed i miei dolori.

di Giuseppe D’urso