Sicilia, inverno improvviso e siberiano.


Freddo e neve a mare in Sicilia. Ancora maltempo sulla Sicilia.

neve-ad-adrano-672x505Prosegue l’ondata di gelo sulla Sicilia

Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una nuova allerta meteo in Sicilia, dove si prevedono venti di burrasca, un ulteriore calo delle temperature con diffuse gelate e nevicate sparse fino al livello del mare. 

Secondo le previsioni di 3bmeteo.com, al Sud e in Sicilia, le temperature registreranno valori massimi tra 1 e 6 gradi. Clima gelido ovunque.  Nubi e neve fino in pianura sul versante Adriatico e Nord della Sicilia.

Freddo, pioggia e venti gelidi stanno investendo da ieri tutta l’Isola. È arrivata la prima neve dell’anno in diverse zone collinari e montane.

Nel Messinese, neve sui comuni dei Nebrodi e parte della zona tirrenica, con temperature vicine allo zero e, in alcuni casi, anche sotto lo zero. Sono impercorribili molte strade provinciali: situazione critica a Capizzi, dove sono bloccate alcune strade, e a Floresta, dove alcune famiglie sono isolate da ieri.

 Neve anche nelle isole Eolie per il secondo giorno consecutivo. Stamane anche le spiagge e le strade erano innevate. La temperatura nella notte è scesa a -4.

A causa del mare mosso (quasi a 50 km orari), i collegamenti verso e dall’arcipelago sono interrotti da ieri. Aliscafi e traghetti sono rimasti  fermi nei porti.  Una tromba d’aria si è anche registrata al largo di Panarea.

Neve e ghiaccio anche su molte strade statali e provinciali nel Palermitano. Caltavuturo è isolata.

Disagi anche nelle autostrade Palermo-Catania e Palermo-Mazara del Vallo.

E ancora sulle statali Palermo-Agrigento e Palermo-Sciacca con la neve nella zona di Lercara Friddi e Giacalone e San Giuseppe Jato. Tratti ricoperti di neve a Tremonzelli ed Enna e a Segesta.

Neve alta sulle Madonie, soprattutto tra Petralia Sottana e Polizzi Generosa, dove i vigili del fuoco hanno soccorso diverse auto bloccate nella neve.

A Piano Battaglia alcune famiglie in gita bloccate da una tormenta di neve sono stata soccorse dagli uomini della Forestale, della Protezione  Civile e dei vigili del fuoco.

 

 

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Firme false, Mannino e Nuti non rispondono. Sospesi dai Probiviri.


Non si placa la bufera sul caso firme false nella lista del M5s alle comunali a Palermo, dove è salito a 13 il numero degli indagati.

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Oltre ai 10 nomi resi noti nei giorni scorsi, risultano iscritti nel registro degli indagati Pietro Salvino, marito della deputata nazionale Claudia Mannino e la parlamentare Giulia Di Vita. Non è noto il nome del terzo inquisito.

Intanto Claudia Mannino si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti ai Pm che l’avevano convocata per l’interrogatorio. La parlamentare si è anche rifiutata di rilasciare il saggio grafico richiesto dai magistrati.

Stessa scelta ha fatto il marito, Pietro Salvino.

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Anche l’ex capogruppo alla Camera del M5S, Riccardo Nuti, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai pm che lo avevano convocato per interrogarlo sulla vicenda delle firme false apposte alla lista grillina per le comunali di Palermo del 2012. Il deputato si è anche rifiutato di rilasciare il saggio grafico richiestogli dai magistrati.

Ha fatto invece delle ammissioni ai magistrati il deputato regionale del Movimento cinque stelle Giorgio Ciaccio, il quale ha invece raccontato ai pm tutti i particolari della vicenda firme false alla lista grillina delle comunali del 2012. Ciaccio, che si era autosospeso dal movimento, ha confermato il racconto della collega dell’Ars Claudia La Rocca, che si era autoaccusata e aveva fatto il nome degli altri grillini coinvolti. Pure lei si e’ autosospesa. Ciaccio sarebbe stato interrogato subito dopo essersi autosospeso alcuni giorni fa.

Il collegio dei probiviri ha sospeso dal M5S, in via cautelare, tre deputati e una attivista: Claudia Mannino, Giulia Di Vita, Riccardo Nuti e Samantha Busalacchi. (foto sopra)

Il loro comportamento è stato giudicato “lesivo” dai probiviri perché i Pentastellati non hanno raccolto l’appello del garante del MoVimento 5 Stelle che aveva chiesto un’autosospensione.

In particolare per quanto riguarda Nuti, Mannino e Busalacchi sono stati giudicati “comportamenti non conformi ai principi del Movimento” l’avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte ai PM e il rifiuto di procurare un saggio grafico.

Firme false M5s, iniziati gli interrogatori in procura.


L’attivista Alice Pantaleone, la prima a sedersi davanti ai pm Dino Petralia e Claudia Ferrari, ha respinto tutte le accuse. “Non partecipai alla copiatura”.

FIRME FALSE M5S, SVOLTA INDAGINI. IL 21 INDAGATI IN PROCURA

Lunedì sarà la volta di Nuti e Mannino a rispondere ai magitrati di Palermo.

Il caso firme false a Palermo è il primo caso, su cui saranno chiamati ad esprimersi Fraccaro, Carinelli e Catalfo, i tre parlamentari votati sulla piattaforma Rousseau come componenti del collegio dei probiviri

Riccardo FraccaroPaola Carinelli e Nunzia Catalfo, assumendo il ruolo di probi viri del m5s, dovranno occuparsi delle posizioni dei colleghi Riccardo Nuti e Claudia Mannino.

I due deputati sono indagati dalla procura di Palermo nell’inchiesta sulle firme false depositate dal M5s alle amministrative del 2012.

Sul caso Grillo era stato chiaro: “Chi apprenderà di essere indagato si dovrà autosospendere”.

E così infatti avevano fatto Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, i due deputati siciliani che per fare un passo indietro non avevano aspettato neanche l’invio dell’invito a comparire da parte della procura.

Al contrario Nuti e Mannino sono rimasti fermi sulle loro posizioni. Prima avevano spiegato di volere attendere l’avviso di garanzia, ma anche dopo l’arrivo dell’atto giudiziario non si sono mossi di un centimetro: continuano a professarsi estranei alle accuse e per questo non intendono autosospendersi disattendendo quindi la richiesta avanzata direttamente da Grillo.

 

Sicilia incendi:Crocetta,attacco politico mafioso


Incendi: Crocetta, dietro c’è la mafia,  aggressione al territorio con 800 focolai

Sud: Renzi a Direzione, presenti governatori e Bersani

“C’è un attacco politico mafioso dietro questi incendi, l’obiettivo non sono solo i boschi e la speculazione edilizia”. Lo ha detto il governatore siciliano Rosario Crocetta, in conferenza stampa a Palermo. “C’è stata un’aggressione sul territorio con 800 focolai contemporaneamente. E’ un disegno preciso politico, affaristico, criminale della mafia ma anche un attacco a un governo, che combatte la mafia. – ha aggiunto – Siamo di fronte a una attacco mafioso spaventoso”.

In migliaia a Palermo per il Gay Pride 2016


Manifestazione dedicata a migranti e a vittime strage Florida

Carri, sfilate, musica e colori.

Gay: in migliaia al Pride di Palermo

In migliaia a Palermo stanno partecipando alla tradizionale parata del Pride 2016. In testa al corteo c’è lo striscione del Palermo Pride, con in prima fila il sindaco Leoluca Orlando e gli assessori della giunta Continua a leggere “In migliaia a Palermo per il Gay Pride 2016”

Cefalù in ginocchio con la stagione turistica compromessa.


Tra le strutture annerite e gli scheletri degli arredi il proprietario del ristorante “Al Giardino”, Giuseppe Mogavero, si aggira sconsolato. “Non esiste più nulla. Tutto è stato distrutto”, dice. Il “Giardino” era uno dei locali più importanti (400 posti, una grande sala) del lungomare di Cefalù dove il fuoco è arrivato dall’alto e ha devastato case, depositi, strutture e cancellato uno dei posti più rinomati della movida: il pub-discoteca “Le Vele”.

Il locale non esiste più. Le palme bruciate, le piste devastate, gli arredi anneriti. Due giovani che lavoravano qui come animatori si aggirano tra le sale divorate dalle fiamme. Continua a leggere “Cefalù in ginocchio con la stagione turistica compromessa.”

Crocetta furioso dopo i roghi in Sicilia


I piromani sono come l’Isis: in questi tre anni abbiamo messo in campo strumenti eccezionali

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«Ho convocato questa conferenza stampa per fare un’operazione verità. È chiaro che questi incendi hanno fatto un danno all’immagine della Sicilia, creando panico e terrore e compromettendo i flussi turistici. Trovo assurdo dire cosa si è fatto e cosa non si è fatto. Quest’anno il piano antincendio in Sicilia è partito il 15 giugno, come prevede la legge. Non abbiamo avuto ritardi». Così il governatore della Sicilia Rosario Crocetta in conferenza stampa, specificando anche che il personale dell’antincendio impiegato in questi giorni è stato di 7.500 persone. Continua a leggere “Crocetta furioso dopo i roghi in Sicilia”