Disoccupazione, nuovo record a novembre: tasso al 13,4%


LAVORO: DISOCCUPAZIONE GIUGNO A 10,8%, MASSIMO DA 2004Disoccupazione, nuovo record a novembre: tasso al 13,4%

Stime Istat, siamo ai massimi storici. Balzo anche tra i giovani: tasso sale al 43,9%. E per la prima volta dal 2009 Ue in deflazione

Il tasso di disoccupazione a novembre sale ancora, raggiungendo quota 13,4%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto ad ottobre. Lo comunica l’Istat nelle stime. Si tratta del massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977 (37 anni fa).

Tasso disoccupazione giovani al 43,9%

Balzo anche del tasso di disoccupazione dei 15-24enni, che a novembre si attesta al 43,9%, in rialzo di 0,6 punti percentuali su ottobre. Anche in questi caso si tratta del valore più alto mai registrato sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia di quelle trimestrali, ovvero dal 1977. Risultano in cerca di un lavoro ben 729mila under 25.

Diminuisce il tasso dei giovani inattivi

Dal calcolo del tasso di disoccupazione sono esclusi i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro, ad esempio perché impegnati negli studi. Il numero di giovani inattivi è pari a 4 milioni 304 mila,in calo dello 0,5% nel confronto congiunturale (-22 mila) e del 2,1% su base annua (-93 mila). Il tasso di inattività dei giovani tra 15 e 24 anni, pari al 72,1%, diminuisce di 0,3 punti percentuali nell’ultimo mese e di 1,1 punti nei dodici mesi. In generale, non solo tra i giovani, il tasso di inattivi a novembre resta fermo al minimo storico del 35,7%. In un anno il numero di coloro che non sono occupati né cercano un lavoro è sceso di 312mila. La tendenza degli ultimi mesi sembra quindi associare a un calo dell’inattività e dell’occupazione un aumento della disoccupazione.
E in Germania tasso disoccupazione al minimo storico

E se in Italia le cose sul fronte occupazione non vanno bene, è di tutt’altro colore la situazione in Germania. Qui il tasso di disoccupazione si attesta al minimo storico del 6,5% a dicembre dal 6,6% di novembre. Lo rivela l’ufficio federale del Lavoro, secondo il quale si tratta del livello più basso dalla riunificazione del 1990. Il numero dei tedeschi in cerca di lavoro scende a dicembre di 27 mila unità su base destagionalizzata a 2,841 milioni di unità, oltre l’atteso calo di 6 mila unità.

Ue in deflazione

E mentre in Italia l’inflazione è ferma a dicembre, l’Eurozona è in deflazione: i prezzi, secondo la stima flash di Eurostat, per dicembre vedono un calo del tasso di inflazione annuale da +0,3% a novembre a -0,2%. A pesare è il crollo dei prezzi dell’energia (-6,3% rispetto al -2,6% di novembre).

Piazza Affari

Prosegue la fase di debolezza dei mercati azionari europei, con una pressione che non si alleggerisce, tanto sul futuro dell’economia greca, quanto sull’economia reale dell’eurozona. Il dato sull’inflazione, peggiore delle previsioni, anzi, incrementa ulteriormente le attese per un intervento della Bce e spinge a nuovi minimi l’euro, che scende a 1,18 contro il dollaro Usa.

A Piazza Affari, fra i titoli a maggior capitalizzazione corre Luxottica, sui massimi storici di prezzo, sopra i 46 euro per azione. Deboli, invece, le banche con intesa san paolo che, da inizio anno ha perso quasi l’8% del valore. E in rosso chiudono anche i titoli energetici, che non sfruttano i timidi rialzi del petrolio.

Oggi dopo un ribasso sotto i 50 dollari per barile, ai minimi dall’aprile 2009, il brent ha archiviato la seduta con una freccia verde, complici dati sulle scorte americane peggiori delle attese. Prosegue, in questo clima d’incertezza sui mercati, la caccia ad investimenti sicuri, ed ancora una volta ne traggono beneficio i bund tedeschi, ai minimi storici di rendimento, con, di riflesso un allargamento dello spread a 145 punti.

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Borsa, altro giorno da incubo. E lo spread vola verso 200


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Dopo la chiusura in profondo rosso di ieri Piazza Affari resta nel ciclone. La differenza tra Btp e Bund torna a preoccupare

Un’altra giornata pesantissima, per i mercati europei, dopo il tonfo di mercoledì: per Piazza Affari, nonostante il parziale recupero nel finale, è l’ottava giornata in calo delle ultime 9. La più lunga striscia negativa da 11 anni, per le Borse europee, piombate ai minimi da 13 mesi. Un mix micidiale di fattori, sia legati all’economia reale – con la mancata crescita dell’Eurozona che spaventa gli economisti – sia legati a fattori speculativo/finanziari, con gli operatori che approfittano della sbandata per vendere e monetizzare i rialzi accumulati da inizio anno.  A Milano il copione non è cambiato rispetto a mercoledì: sono ancora una volta le banche le più tartassate, con una valanga di sospensioni per eccesso di ribasso, e con MPS ancora maglia nera, che arriva a cedere quasi il 10%. Si avvicinano gli esiti degli stress test della BCE, previsti per domenica 26, e alcuni istituti italiani potrebbero non avere voti in pagella molto alti.

Problema non solo italiano

Il problema non è solo italiano, sono tutte le periferie dell’Eurozona a soffrire: lo si vede soprattutto sul mercato dei titoli di stato. Lo spread col bund è risalito in poche ore da 145 a quasi 200 punti, un movimento violentissimo che però va di pari passo con le performance di Spagna e Grecia.

Borsa, Piazza Affari peggiora con Europa


ImmagineBorsa, Piazza Affari peggiora con Europa
Effetto crisi in Crimea: Borsa Mosca a picco -5%

Borsa, Piazza Affari peggiora con Europa
Nuovo crollo alla Borsa di Mosca. L’indice Micex cede a metà seduta il 5% sulla scia della crisi in Crimea.

Le borse asiatiche rischiano di chiudere la settimana con la maggiore perdita da maggio 2012 mettendo fine a un recupero durato sei settimane. Le tensioni internazionali col referendum di domenica in Crimea sulla secessione dall’Ucraina nonché i rinnovati timori sul rallentamento dell’economia cinese rafforzano lo yen rispetto alle altre valute. Tokyo lascia sul terreno il 3,3%, Hong Kong perde lo 0,95%, Shangai lo 0,73%, Seul lo 0,75%.

La Borsa di Milano perde quota dopo l’allarme di Fitch e su un’ondata di prese di profitto che porta in asta di volatilità Ubi Banca (teorico -1,59%) e affossa Yoox (-4,6%), Azimut (-4,4%), UnipolSai (-4,4%), Ferragamo (-4,2%), A2a (-4,1%), Mediobanca (-4%). Tra i grandi del listino resiste solo Mps (+1,5%) sulle attese di novità nell’azionariato.

Lo spread Btp-Bund apre in rialzo e si porta di nuovo sopra i 190 punti con un rendimento al 3,42%. Il differenziale con i Bonos si posiziona a 184 punti con un tasso al 3,36%.

Meno spesa pubblica/ Il Governo cancella 60 Province. Tutte le misure della spending review


monti grilli

Risparmi per lo Stato di 4,5 miliardi per il 2012, di 10,5 miliardi per il 2013 e di 11 miliardi per il 2014. Il consiglio dei ministri ha approvato nella notte il decreto legge “disposizioni urgenti per la riduzione della spesa pubblica a servizi invariati” (spending review). Fin dall’insediamento, ha spiegato Palazzo Chigi in una nota, il governo ha deciso di procedere non mediante tagli lineari, bensì con interventi strutturali rivolti a migliorare la produttività delle diverse articolazioni della pubblica amministrazione. Continua a leggere “Meno spesa pubblica/ Il Governo cancella 60 Province. Tutte le misure della spending review”

Quando le istituzioni imbrogliano i Popoli.


Italiani contro l’imbroglio delle Istituzioni

“I lavoratori italiani sono tra i meno pagati d’Europa”. Sembrava la scoperta del secolo! Eravamo già pronti al solito carosello di plebiscitarie promesse istituzionali, invece, oggi hanno pensato bene di smentire NON UNA ma più fonti, dalle quali era stato avanzato quel caso recepito quasi come uno scandalo. Si possono manipolare, nascondere o strumentalizzare le informazioni, ma non potranno mai smentire la realtà di coloro i quali, pur denunciando, da decenni, la loro galoppante miseria si ritrovano invece ANCHE i più tassati d’Europa. Costretti a pagare servizi che non hanno, ingannati, delusi, usati e traditi da storiche disattese promesse avanzate da TUTTI i partiti Politici e dai Sindacati ipocriti.

A questa notizia hanno esternato sconcerto, quando sono stati i VERI fautori di una innegabile vergognosa ecatombe sociale. Testimoniata da provvedimenti che hanno devastato l’esistenza dei cittadini, molti dei quali, nonostante il loro prolungato grido di aiuto, si sono visti allontanare l’età pensionabile subendo una tragica realtà. Nella quale si sono ritrovati senza lavoro e senza pensione, pur avendo versato 39 anni di contributi, spinti nelle fauci degli strozzini, perché già troppo indebitati, costretti a ritirare i figli dalla scuola e a raccogliere i pomodori con gli extracomunitari, o lavare le scale dei palazzi, o chiedere l’elemosina, pur di sopravvivere ad una tragedia causata da una iniqua legge. QUESTA è la VERITA’!!!

Ma con la loro sensibilità umana e cristiana, le istituzioni politiche e sindacali, ancora inappagate, continuano a spostare in avanti i requisiti anagrafici e contributivi per togliere ogni speranza di sopravvivenza. Indeboliscono o cancellano quello che rimane degli ammortizzatori sociali, delle tutele e dei diritti. Alimentano a dismisura il malessere, la depressione, i conflitti generazionali e i tanti, ormai quotidiani, casi di suicidio che travolgono imprenditori, lavoratori, pensionati e disoccupati. Ora, queste tragiche VERITA’ sono destinate a moltiplicarsi di fronte ai malvagi provvedimenti da loro seminati che continueranno per inerzia a mietere vittime anche negli anni a venire!…

Lettera firmata, ricevuta via e-mail

Caro lettore,
inutile ripetere che, da molti decenni, le Istituzioni hanno superato il limite della decenza provocando l’avversione
degli italiani verso questa formula di “democrazia” che difende iniquità e leggi tiranniche. L’oligarchia delle Kaste, che a quelli del girone d’oro permette di vivere di privilegi nel lusso, fa venire in mente le corti settecentesche dove imperava l’eccesso di sfarzo nei tristi giorni prima della Rivoluzione Francese. E’ assolutamente vero che alcuni milioni di Italiani coinvolti negli innumerevoli gironi politici regionali, provinciali, comunali, sindacali possono spendere migliaia di euro al giorno mentre, parole sue “si negano 20 euro – MISERI ma VITALI – di adeguamento istat a quei pensionati che dopo una VITA di VERI SACRIFICI – con 40 anni di contributi – percepiscono al NETTO poco più di 1.200 euro AL MESE, risultando DI SICURO tra i più poveri d’Europa. Tanto da essere costretti a mangiare un giorno si e uno no: ciononostante vengono travolti anche da una nuova VIOLENTA legge che gli sequestra i soldi e li consegna alle banche, sacrificati ingiustamente da un Governo debole con i forti e forte con i deboli!!!!”

Fino ad oggi ha prevalso il desiderio di non porre fine alla nostra effimera pace civile, ma il Capo della Polizia Manganelli denuncia pericolo di attentati mortali che ci fanno ripensare agli anni di piombo. La Storia insegna che l’esasperazione del popolo prima o poi porta inevitabili spargimenti di sangue e che il silenzio dei Giusti spaventa quanto l’oppressione dei malvagi.

Politica/Professor Monti, si liberi dall’incenso


Italiano: Mario Monti
Image via Wikipedia

Di Giuseppe Baiocchi

Intorno al professor Mario Monti non si dirada la nuvola d’incenso agitato a piene mani dal sistema mediatico, che, oltre alla “sobrietà“, ne dipinge a tinte sempre più rosee la capacità di guida politica. L’incenso può essere piacevole, addirittura inebriante nella fase iniziale: ma alla lunga può diventare pericoloso e tossico, tossico come i titoli in portafoglio di molte banche europee, soprattutto francesi e tedesche. Continua a leggere “Politica/Professor Monti, si liberi dall’incenso”

Economia/Uno spread irrazionale.


 di Renzo Modiano

Ci mancherebbe altro: Spread irrazionale è un ossimoro. Nulla è più calcolato, razionale e finalizzato delle mosse della finanza mondiale.  Eppure, razionalmente non si spiega la differenza di 500 punti, e passa, tra i Bund tedeschi e i BTP italiani. Continua a leggere “Economia/Uno spread irrazionale.”