Ogni zolla di questo terreno è sacra alla mie genti.


Saggezza indiana

Sono un Pellerossa

e non comprendo nulla.

Noi preferiamo il soave sussurro del vento sull’acqua

rinfrescato dalla pioggia di mezzogiorno

o profumato dall’aroma di pino…

Gli uomini bianchi comprano le nostre terre

come si può comprare o vendere il firmamento?

o il calore della terra? Se non siamo padroni

della freschezza dell’aria, nè del rumore dell’acqua,

voi come farete a comprarli?

Ogni zolla di questo terreno è sacra alla mie genti.

L’acqua limpida che scorre nei fiumi e nei ruscelli è anche

il sangue dei nostri antenati.

Se vi vendiamo le nostre terre,

dovete ricordare che sono sacre,

e che ogni riflesso,

ogni gorgoglio dell’acqua del lago e dei ruscelli

racconta la vita della nostra gente.

La voce dell’acqua è la voce del padre di mio padre.

(Parole del Capo Indiano Noah Sealth)

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RICORDI/PENSIERi/POESIE…Ritorno al sud…frammenti di poesia


san giorgio circumvesuviana station
san giorgio circumvesuviana station (Photo credit: Wikipedia)

Qualche anno fa , scesi a Napoli col treno, erano cinque sei anni che non prendevo più la circumvesuviana, appena entrai sentii subito quell’odore, ( quello che una volta chiamavo puzza), non so se venga dalla plastica dei sediolini, se dallo sfregare dei freni contro l’acciaio delle rotaie, fatto sta che mi sentii quasi come uno che torna da una lunga convalescenza, una sensazione che avevo già provato da bambino, quando ritornai dall’ospedale dopo essermi operato d’appendicite. Ma quella volta era diverso, non riuscivo a guardare negli occhi la gente, guardavo i loro vestiti , le borse cariche di spesa, leggevo quegli adesivi che per trent’anni non avevo mai notato ci fossero “non appoggiarsi porte automatiche” ” Ne pas jeter des objets par la fenêtre” questo mi ero perso in trent’anni, tutto questo. ad un tratto alzo gli occhi e meraviglia delle meraviglie , tutti guardavano me, ad un tratto mi sentivo “nudo” sembrava che la gente se ne fosse accorta dei miei sei anni di romagna, avevano uno sguardo strano, quasi di rimprovero, le braccia conserte, le ciglia inarcate, severamente paternamente quasi mi dicevano: “ma pecche’ te ne si gghiute?” non so, forse sarà stato un attimo di schizofrenia passeggera, suggestione della stanchezza di un viaggio in treno, ma tutti sembravano riconoscermi, tutti mi parlavano… ” che ore sono? portici è la prossima? scende? scusi l’ombrello… ero felice, scorrevano dal finestrino tutte le tettoie in lamiera , i tetti, i terrazzi, i panni stesi, faceva capolino, da un buco nella guarnizione delle porte il vesuvio, che sovrastava quelle casette bianche, quei pini , quei tralicci dell’alta tensione, man mano intravedo il marciapiede di cemento, rifatto di nuovo, e da lontano la scritta “san giorgio a cremano” che gioia, ero tornato a casa, se in quel momento mi avessero detto che avevo pochi istanti di vita , sarei morto col sorriso sulle labbra. si aprirono le porte ed il sole, quasi accecandomi , mi dava il benvenuto da dietro la palazzina , al primo piano c’erano ancora i gerani, quelli che mia nonna innaffiava ogni sera, ancora il vecchio “stipetto” di legno marrone, tutto ” i sciosciamosca” appesi allo stipite della finestra, tutto era tutto come lo avevo lasciato, non c’era più mia nonna però, nel frattempo lei era partita per un altro viaggio un po più lungo del mio. faccio le scale della stazione due , tre per volta, quel valigione che per tutto il viaggio mi era sembrato un macigno divenne improvvisamente una piuma, svoltai subito l’angolo di piazza trieste e trento e via , di corsa , lungo il viale della stazione; Era tutto come l’avevo lasciato, era tutto li. attraversai piazza tarallo, come un fulmine, via, su per via don morosini, correndo , mentre lancio uno sguardo al bar di “muzzarella” erano li, ingrassati, stempiati, imbiancati dal tempo, sei anni sembrano pochi, ma sono abbastanza per invecchiare. giunto davanti al portone di casa mi fermo, alzo gli occhi e vedo quel gigante di pietra, con le sue enormi finestre di tufo, scavate dal tempo nell’intonaco, bello come non mai, col suo portone di legno, scheggiato dalle biciclette lanciate a tutta velocità, la mia gioventù era su quel vecchio, sbiadito portone di legno, le scale di cemento e marmo, la ringhiera traballante di secoli, la porta di casa mia, mia madre, con le maniche tirate su, con le mani sporche non so di cosa, piegata dagli anni, con i capelli arruffati, mi guarda, come solo una madre ti guarda, mio padre da dietro , fa capolino, mi prende la borsa, mi stende la mano , mi da un bacio e mi dice: “s’avessa fa na pittata a sta porta , fa proprio schifo” ero a casa, in quel momento scoprii il valore delle cose vere, delle cose giuste, l’amore di chi, ti riconosce sempre e sa sempre chi sei… tutta la stanchezza del viaggio rimase sul ballatoio, insieme all’ombrello ed i miei dolori.

di Giuseppe D’urso

DANIELE CINA’ PHOTOGRAFER


Un fotografo d’eccezione.http://www.danielecina.com/#! Aprite il link e andate alla pagina video troverete un titolo“Questione di onore” Guardatelo c’è un squarcio di Sicilia da debellare e una Gioventù siciliana da valorizare. Campagna “conoscere per capire

Sociale/Norman zarcone, un libro in memoria del giovane suicida contro il sistema


Continua a far parlare di sè Norman Zarcone, a oltre un anno e mezzo dalla sua morte. In sua memoria il padre Claudio ha scritto il libro “Il cane di Zenone è molto più veloce di me”, che sarà presentato a Palermo lunedì 16 aprile (ore 10,30) presso Palazzo Jung, in via Lincoln 73.

Bagheria : AsprArte


Riceviamo e pubblichiamo:

L’associazione Nuovi Bagheresi, in collaborazione con Clean World e il Comune di Bagheria, organizza per venerdì 16 settembre l’evento AsprArte, dove sedici artisti di talento del nostro territorio esporranno le loro opere in una cornice suggestiva, in piazza Monsignor Cipolla a partire dalle 18:00.

Inoltre domenica 18 settembre, alcuni degli artisti della mostra, si dedicheranno alla valorizzazione artistica di una vecchia barca in legno abbandonata da anni sul marciapiede della via Fiume d’Italia ad Aspra.

A partire indicativamente dalle 09:00 fino alle 18:00 circa, gli artisti procederanno con il lavoro di decorazione, che avrà luogo sempre sul sopraccitato marciapiede, di fronte il POSTEGGIO 45.

Dalle 19:00 avrà inizio,nella piazzetta Trieste la consegna da parte degli organizzatori, di attestati di merito per il lavoro svolto dagli artisti, con annesso aperitivo rinforzato.

La barca restaurata verrà ufficialmente donata al paese come installazione fissa per il decoro urbano

Aspr’Arte:mostra d’arte all’aperto.


Nella frazione marinara Aspr’Arte
aspr'arteRiceviamo e pubblichiamo:L’associazione Nuovi Bagheresi, in collaborazione con Clean World e il Comune di Bagheria, organizza per venerdì 16 settembre l’evento AsprArte, dove sedici artisti di talento del nostro territorio esporranno le loro opere in una cornice suggestiva, in piazza MonsignorCipolla a partire dalle 18:00.Inoltre domenica 18 settembre, alcuni degli artisti della mostra, si dedicheranno alla valorizzazione artistica di una vecchia barca in legno abbandonata da anni sul marciapiede della via Fiume d’Italia ad Aspra.

A partire indicativamente dalle 09:00 fino alle 18:00 circa, gli artisti procederanno con il lavoro di decorazione, che avrà luogo sempre sul sopraccitato marciapiede, di fronte il POSTEGGIO 45.