Bagheria il sogno: “La città che vogliamo” (2)


Non vogliamo unirci al coro di lamentele, che in tutte le tornate elettorali, i nostri politici di turno e possibilmente candidati a sindaco Vi racconteranno a iosa e magari Vi prometteranno soluzioni miracolistiche. Un buon medico prima di prescrivere la sua ricetta dovrebbe capire la malattia del paziente e se è il caso procedere ad accertamenti più approfonditi se la diagnosi non è semplice.

Bagheria , città delusa e umiliata, intende ritrovare la sua nobiltà e dignità. La Città delle Ville vuole tornare ad essere culla di civiltà, cultura e operosità.

Bagheria sta male, perché i suoi cittadini stanno male. 

LAVORO e OCCUPAZIONE:

La vera priorità sociale è il problema dell’occupazione.

Mai come in questo periodo siamo continuamente richiamati ad intervenire, solidarizzare, confortare persone che si trovano improvvisamente private del lavoro. Ci scontriamo ogni giorno con troppa e sincera sofferenza per non contribuire, nell’ambito delle ns. competenze, a far diventare il problema dell’occupazione una vera priorità sociale.

Non si tratta certo di esprimere solo a parole una generica solidarietà, ma di impegnarci a richiamare e difendere, in questo contesto di crisi del lavoro, la Centralità dell’uomo, la sua dignità, l’uguaglianza fra le persone.

Una società più flessibile e più articolata oggi può offrire la possibilità di rivalutare alcuni mestieri tradizionali e di organizzare meglio i lavori minori. Occorrono oggi posti di lavoro reali, che producano attività necessarie, la cui remunerazione non sia beneficenza o assistenzialismo.

Pertanto prima di cominciare a parlare di accordi fra partititi, movimenti pseudo civici e di candidati a sindaco, vogliamo domandarci cosa vogliamo fare da grandi per Bagheria e la sua comunità? Con quali risorse, e umane ed economiche, vogliamo risolvere i tanti problemi irrisolti del Paese? C’è voglia di “ sognare” una Bagheria migliore? O vogliamo continuare a galleggiare alla deriva senza la speranza di trovare un approdo sicuro da cui ripartire?

Dalle poche notizie che trapelano dai vari “cuncumi” fra partiti, civici e movimenti vari, fra liti, risse e guazzabugli mi pare che, come al solito, si aspettano ordini “da fuori” per prendere una decisione su chi dovrà condurre le danze. Di come curare il malato non se ne discute, segno che non si vuole prendere atto della malattia ormai cronica del paese. Preferiscono stare ad assistere all’ agonia del malato, da protagonisti e da primi della classe.