I piromani sono come l’Isis: in questi tre anni abbiamo messo in campo strumenti eccezionali

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«Ho convocato questa conferenza stampa per fare un’operazione verità. È chiaro che questi incendi hanno fatto un danno all’immagine della Sicilia, creando panico e terrore e compromettendo i flussi turistici. Trovo assurdo dire cosa si è fatto e cosa non si è fatto. Quest’anno il piano antincendio in Sicilia è partito il 15 giugno, come prevede la legge. Non abbiamo avuto ritardi». Così il governatore della Sicilia Rosario Crocetta in conferenza stampa, specificando anche che il personale dell’antincendio impiegato in questi giorni è stato di 7.500 persone.

«I forestali sono stati 6.500 – ha detto – e i volontari 1000». Il governatore ha fornito i dati degli ettari di territorio andati in fumo nei giorni scorsi. «Sono stati bruciati 5.626 ettari di cui 3748 ettari di bosco e 1878 circa di superficie destinata a macchia mediterranea, è una prima ricognizione sommaria» ha aggiunto.

I piromani sono come l’Isis: in questi tre anni abbiamo messo in campo strumenti eccezionali, servono misure punitive e di prevenzione – ha detto il presidente della Regione -. Con la protezione civile abbiamo pensato di fornire volontari, vigili del fuoco siciliani, forestali addetti all’antincendio di strumenti avanzatissimi, che non sarebbero necessari, se non avessimo questa attività criminale in corso, – ha aggiunto -. In questi giorni ci sono state criticità, come per gli elicotteri che non potevano volare.

Abbiamo pensato all’acquisto di 4 droni speciali per 2 milioni 200 mila euro, che possano volare anche quando le condizioni sono sfavorevoli, 50 droni per il monitoraggio permanente dei boschi, al potenzieremo il numero delle autobotti con 15 da 9 mila litri e 20 più piccole e acquisteremo 7 elicotteri aggiuntivi per i vigili del fuoco, acquisteremo un centinaio di Pick up e cannoni schiumogeni, che consentono di rallentare il fuoco sparando una schiuma, laddove i mezzi anche aerei non riescono ad arrivare”. A chi ha chiesto al governatore a quanto ammontano le risorse necessarie a dotare la Sicilia di questi mezzi e apparecchiature Crocetta ha risposto: “150 milioni di euro; per ripristinare le aree boschive devastate dagli incendi serviranno circa 30 milioni di euro da recuperare dai fondi del Patto per la Sicilia”.

Crocetta è anche intervenuto anche sulle indagini e sulla possibilità che alcuni roghi siano stati di natura dolosa. “Dobbiamo dare una risposta, che sarà ancora più severa di quanto non sia stata finora. La nostra risposta sarà fare verifiche e presto ci saranno altri licenziamenti. Il popolo siciliano vuole pulizia. Però no a attacchi generalizzati, ci sono anche lavoratori forestali che amano il loro lavoro”.

Che ci siano state ritorsioni di forestali licenziati è possibile – ha aggiunto -: l’elenco è facile da controllare, prima di fare i provvedimenti ho inviato alla Dda di Palermo l’elenco. Se ci sono responsabilità si può indagare su questi casi”.

Lancio un appello alla cittadinanza: sindacati, lavoratori collaborino con amministrazione e forze dell’ordine e magistratura per identificare i criminali. Il patrimonio boschivo della Sicilia è dei vostri figli, basta con i silenzi. Chi ha piste venga a parlare con me, può inviarmi anche messaggi anonimi. E’ il momento di reagire. Abbiamo bisogno di una nuova frontiera antimafia che mobiliti i nostri cittadini, serve una riscossa morale”. Lo ha detto il governatore della Sicilia Rosario Crocetta in conferenza stampa a Palermo. “I forestali si oppongano alla loro criminalizzazione denunciando: – ha concluso – è impossibile che accada da anni da decenni senza che nessuno veda nulla, dobbiamo sconfiggere questa omertà per i nostri figli”.