Mafia, blitz con nove arresti a Palermo per intestazione fittizia di beni e riciclaggio.


In cella anche un avvocato civilista palermitano.

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Dall’alba di oggi, militari appartenenti al Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza di Palermo, stanno dando esecuzione a nove ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone, fra cui un noto avvocato palermitano,  si tratta di Marcello Marcatajo, civilista di 69 anni, arrestato questa mattina nella sua villa a Mondello.

Insieme a lui sono coinvolti l’ingegnere Francesco Cuccio,Francesco, Angelo e Vincenzo Graziano. I domiciliari sono stati concessi a Maria Virginia Inserillo (moglie di Francesco Graziano), Giorgio Marcatajo (figlio dell’avvocato),  Giuseppe e Ignazio Messeri.

Le accuse sono di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti, con l’aggravante di aver agevolato cosa nostra.

Le accuse nascono dalle rivelazioni del pentito Vito Galatolo, che avrebbe legato la vendita di alcuni box per conto della mafia all’acquisto dell’esplosivo che doveva servire all’attentato per il giudice Nino Di Matteo.

Il legale, che si sarebbe occupato soprattutto della gestione degli immobili del costruttore mafioso Vincenzo Graziano e del boss Vito Galatolo, è accusato di riciclaggio e reimpiego di capitali illeciti, con l’ aggravante di aver agevolato Cosa nostra.

Il ruolo di Marcatajo negli affari del clan sarebbe emerso da alcuni documenti sequestrati all’imprenditore dagli investigatori e poi confermato da Galatolo. Il professionista è stato intercettato per mesi: dalle conversazioni registrate emergono i timori di Marcatajo che, dopo il pentimento del capomafia, era preoccupato di essere arrestato. In carcere è finito anche un ingegnere, Francesco Puccio, 67 anni.