Ars/Bocciato Dpef, alla prima il governo va sotto.


Si complica l’iter per l’approvazione di bilancio e finanziaria, in aula solo 45 deputati su 90.

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Governo e maggioranza battuti all’Assemblea regionale siciliana. L’aula ha bocciato il Dpef 2016-2018, il documento di programmazione economico-finanziaria. Si complica, a questo punto l’iter per l’approvazione di bilancio e finanziaria.  A sala d’Ercole era presente solo la metà dei deputati, 45 su 90, molti gli assenti tra le file della maggioranza: 21 i voti a favore, 21 i contrari e tre gli astenuti.

Scoppia così la bagarre in aula, alla ripresa dei lavori dopo la sospensione temporanea. I deputati d’opposizione hanno manifestato la propria contrarietà per l’intenzione da parte della maggioranza di riproporre a sala d’Ercole lo stesso ordine del giorno per l’approvazione del documento economico e finanziario, considerandola «una forzatura».

Il Pd ha ricordato un precedente: anche durante il governo di Raffaele Lombardo fu bocciato il Dpef, in quel caso ci fu un terremoto politico, con il presidente della Regione che mise fuori dalla sua giunta Forza Italia, che passò all’opposizione. In quel caso, nonostante la bocciatura del Dpef fu portato avanti l’iter della manovra finanziaria, grazie a un ordine del giorno alternativo.

Le opposizioni chiedono al governo di modificare il Dpef e di riproporlo in commissione Bilancio dell’Ars per un nuovo esame,rinnovando l’iter parlamentare. Santi Formica (Lm), citando il precedente Lombardo, ha fatto un richiamo al regolamento parlamentare, sostenendo che il governo può riproporre lo stesso Dpef ma solo se fosse chiusa l’attuale sessione di bilancio per riaprire una nuova, la prossima settimana con l’aula già convocata per il 29 e 30 dicembre. In questo caso sarebbe inevitabile il ricorso all’esercizio provvisorio. Fra l’altro il governo, fino a stamattina, non aveva ancora trasmesso bilancio e finanziaria alla commissione Bilancio.

Il M5S chiede le dimissioni dell’assessore regionale all’Economia. «Bocciato il Dpef, ora Baccei si dimetta. Grazie alla richiesta di volto palese del M5S, il documento di programmazione economica è stato bocciato da sala d’Ercole. È la palese e plastica dimostrazione – affermano i deputati cinquestelle – che al di là delle dichiarazioni di circostanza e dell’interessata bocciatura della mozione di sfiducia a Crocetta, questo governo non ha la maggioranza per governare una Regione ormai letteralmente allo sbando».  «Le numerosissime assenze oggi in aula dimostrano, inoltre, quanto i deputati, che erano presenti in gran massa a sala d’Ercole per difendere le loro poltrone in occasione della sfiducia al governatore, tengano alle sorti della Sicilia – continua M5S -. L’aula oggi si è resa conto che il documento che si voleva approvare era solo un testo vuoto, un mero libro dei sogni, senza nè capo nè coda. Baccei ne prenda atto e presenti le sue immediate dimissioni».

Per Nello Musumeci si avvicina l’ipotesi dell’esercizio provvisorio: «Il sogno del Bilancio 2016 senza ricorrere all’esercizio provvisorio è svanito sotto il tiepido sole di una giornata prenatalizia. In aula due deputati dissidenti della maggioranza e l’assenza di altre decine hanno messo il governo in minoranza subendo la bocciatura del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. A questo punto tutto ricomincia da capo. L’esordio del governo quater avviene con una sconfitta nell’atto più qualificante dell’azione politica qual è appunto il Bilancio. A pagarne le conseguenze saranno ovviamente le categorie più deboli».

Gli fa eco Forza Italia: «Alla prima prova la grande armata del PD, dell’UDC e dell’NCD cade sconfitta in Aula a Palazzo dei Normanni – dice Marco Falcone, capogruppo di Fi all’Ars -. La bocciatura del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria è lo specchio della vacuità dell’azione di una rabberciata maggioranza, non forte nella proposta e nemmeno nei numeri».