Messina, la truffa dei gettoni dei consiglieri comunali.


Gettone senza lavorare: indagati consiglieri comunali

MESSINA I GETTONIERI FASULLITruffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio: avrebbero finto di partecipare alle riunioni. Per loro obbligo di firma

Percepivano in maniera fraudolenta il “gettone di presenza” in occasione delle sedute delle commissioni consiliari permanenti del comune di Messina. La Digos ha chiuso le indagini su dodici consiglieri comunali che ora dovrannoapporre firma davanti ai vigili prima e dopo l’intera durata dei lavori. Sono accusati di truffa aggravata, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici e abuso d’ufficio. 

MESSINA I GETTONIERI FASULL POLIZIAISotterfugi per comprovare partecipazione
Ciascun consigliere comunale è componente di almeno 6 commissioni e ognuno, in teoria, potrebbe raggiungere il massimo di 24 presenze mensili.In realtà ciascun consigliere tendeva a massimizzare i gettoni di presenza utilizzando vari sotterfugi per comprovare la propria partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari permanenti.

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Incastrati dalle telecamere
Nel corso dell’indagine, effettuata anche mediante intercettazioni video e ambientali, è emerso che quanto riportato nei verbali delle commissioni era il frutto di una studiata condotta finalizzata ad aggirare il problema della presenza effettiva del consigliere, alla quale è subordinata l’erogazione del gettone di presenza. Gli investigatori hanno accertato che, in alcuni casi, i consiglieri intervenivano nel corso della seduta per il tempo strettamente necessario a firmare, e quindi per ottenere ugualmente il gettone di presenza.

Ecco i nomi degli inquisiti: Carlo Abbate (Pd), Pietro Adamo (Movimento Siamo Messina), Pio Amadeo (Movimento Articolo 4), Angelo Burrascano (Il Megafono-Lista Crocetta), Giovanna Crifò (Forza Italia), Nicola Salvatore Crisafi (Ncd), Nicola Cucinotta (Pd), Carmela David (Udc), Paolo David (capogruppo Pd), Fabrizio Sottile (Movimento Siamo Messina), Benedetto Vaccarino (Pd) e Daniele Santi Zuccarello (Movimento progressisti democratici).

Il record della permanenza-lampo in commissione è del capogruppo Pd Paolo David che ai lavori è riuscito a partecipare per soli venti secondi. E alcune conversazioni intercettate dalla Digos non lasciano spazi a dubbi sulla condotta dei consiglieri assenteisti: “Io voglio questo c…di indennità. A me di fare le commissioni non me ne fotte niente, io voglio solo l’indennità”. Ma il procuratore aggiunto Barbaro, a propoposito delle “presenze-lampo” dei consiglieri rivela: “Per adottare la misura dell’obbligo della firma abbiamo considerato soltanto i consiglieri che erano presenti alle sedute per meno di tre minuti. Se avessimo utilizzato un limite di tempo più ampio la cosa avrebbe interessato praticamente tutto il consiglio”.