Pensavamo di aver fatto Sei al Superenalotto ed invece abbiamo fatto solo Cinque.(2)


“Coloro che per puro caso da privati con poca fatica diventano Principi, con molta fatica si mantengono tali” (Machiavelli).

img01.jpgQuesta è la considerazione che ci è venuta di fare nella immediatezza del risultato elettorale del ballottaggio a Bagheria.

Sono  passati 50 giorni dall’elezione di Patrizio Cinque alla guida del paese ed ancora non abbiamo nè visto né sentito uno straccio di analisi politica, sia dalla parte del vincitore, che non si è chiesto come e soprattutto perché ha vinto e innanzitutto per quali meriti particolari i cittadini hanno preferito il M5S; ma soprattutto non abbiamo sentito i rappresentanti dei partiti tradizionali (PD, Forza Italia+PID, NCD, UdC etc.) che hanno subito uno smacco, che li ha cancellati dal panorama politico bagherese, e non hanno argomenti che giustifichino una disfatta politica di portata storica per questo comune.

La verità è che hanno perso il cavallo e vanno inseguendo le redini (“pessiru u sceccu e vannu assicutannu i retini” si dice dalle nostre parti.).

Ancora una volta, in mancanza di una analisi politica post-voto da parte dei soggetti interessati e che hanno partecipato alla gara elettorale e che per brevità chiameremo “quelli di dentro”, proveremo noi (cioè “quelli di fuori”) a dare una spiegazione di quello che è successo a Bagheria analizzando i fatti.

  • La vittoria imprevista de M5S

Da come vediamo agire il Sindaco Cinque e tutto il suo folto gruppo di consiglieri e assessori dopo 50 gg. dall’insediamento deduciamo che non erano preparati a vincere: infatti non c’è un atto ad oggi che ci dia il segno che sapevano cosa fare in caso di vittoria: sono passati dal pulire le aiuole in via Libertà a pulire i marciapiedi di Corso B.Scaduto, per il resto improvvisazione allo stato puro, dilettantismo politico-amministrativo; insomma per farla breve non sanno da dove cominciare, segno evidente che la vittoria non era nelle previsioni e devono ancora riprendersi dallo stordimento della stessa.

  • La sconfitta inprevista:

tutto era pronto per il ballottaggio Costa-Vella e prevedeva la vittoria di Vella, ma non è andata così. Qualcosa all’ultimo momento ha fatto saltare l’accordo, Di Stefano in rotta di collisione nel centro destra, con la sua candidatura a Sindaco, ha spostato gli equilibri e non ha permesso il ballottaggio previsto tra Costa e Vella.

  • E poi al Ballottaggio, diventata tutta un questione privata tra Cinque e Vella (non fare accordi con le liste rimaste fuori dal ballottaggio diventa deleterio per Vella, che perde l’appoggio del centro destra, che riversa tutto il suo astio nel contribuire alla sconfitta del Vella in modo massiccio, portando alla vittoria di Cinque e all’affossamento definitivo di tutto il quadro politico tradizionale.
  • Suicidio collettivo. Destra e sinistra da sempre insieme nel governo della città decidono un bel giorno di SUICIDARSI in modo eclatante e lo fanno nel momento peggiore per la città.

E stata una fuga dalle responsabilità o hanno perso il controllo della situazione? Noi propendiamo per la seconda ipotesi, e il disagio con cui cercano di fare opposizione (a cui non sono più abituati) malgrado il dilettantismo politico dei grillini bagheresi, denuncia il fatto che la loro stagione è finita e sarà difficile per i singoli e per i collettivi dei partiti riprendersi da una scoppola che ha fatto ridere di scherno mezza Sicilia.

Per il resto tutto come prima o forse peggio.

Da La Città Futura Bagheria (enzo cinà presidente).