Sicilia da capitale del berlusconismo a terra di conquista per Salvini.


Consiglio nazionale di Forza ItaliaElezioni 2015, Forza Italia scompare nella Sicilia del 61 a 0. Liste solo in due Comuni

Dopo la quasi estinzione di Forza Italia, i bookmaker scommettono su una crescita esponenziale dei Leghisti di Sicilia: una situazione paradossale.

Nel 2001 il celebre cappotto alle elezioni politiche, quando il partito di Berlusconi conquistò tutti i collegi dell’Isola. Ma alle amministrative di maggio il simbolo è presente solo a Gela e Milazzo, su un totale di 53 città alle urne. Mentre, paradossalmente, si moltiplicano i candidati del leader leghista Salvini

Fino a pochi anni fa la Sicilia era la capitale del berlusconismo, la prima regione azzurra, il granaio sempre colmo di voti per i candidati di Forza Italia. L’ultimo flash risale alle politiche del 2013, con il Pdl che riesce a portare a casa il premio di maggioranza al Senato: immagini che sono già in bianco e nero, dato che oggi in Sicilia Forza Italia semplicemente non esiste più.

Lontanissimi i tempi in cui il partito fondato da Marcello Dell’Utri faceva man bassa di preferenze a qualsiasi tornata elettorale. Rimane negli annali di politica  il “cappotto” del 2001, quando il Polo delle Libertà conquistò tutti i 61 seggi siciliani alle politiche: oggi, invece, Forza Italia non riesce neanche a presentare le liste per le elezioni amministrative.

Nei 53 comuni siciliani che andranno al voto il 31 maggio, soltanto in due casi il partito azzurro è riuscito ad inserire nelle schede elettorali il proprio simbolo: a Gela, in provincia di Caltanissetta, e a Milazzo, nel messinese.

A Gela, la città per anni amministrata dal governatore Rosario Crocetta, i berlusconiani sostengono la candidatura di Gioacchino Pellitteri, e sfidano il sindaco uscente, il democratico Angelo Fasulo.

A Milazzo i forzisti sono riusciti a raccogliere le firme per sostenere la candidatura di Lorenzo Italiano: nel resto dei casi, invece, il simbolo degli azzurri non comparirà in nessuno degli altri 51 comuni chiamati alle urne.

Nei soli due capoluoghi di provincia che andranno al voto in Sicilia, Forza Italia sembra  scomparsa dal radar delle alleanze politiche. Ma se ad  Enna, feudo elettorale di Mirello Crisafulli che si candida sindaco senza il simbolo del Pd (ma con quello identico di Enna Democratica), il partito di Berlusconi non è mai esistito, ad Agrigento il simbolo di Forza Italia è scomparso per la prima volta dalle schede elettorali, mimetiizzata in una lista civetta, battezzata “Forza Silvio”: ammiccamento voluto che però non si riferisce all’ex premier, ma a Silvio Alessi, il candidato sindaco del movimento Patto per il Territorio, fondato dal deputato forzista Riccardo Gallo.  Aveva vinto le primarie di coalizione del PD Silvio Alessi, poi ripudiato dallo stesso PD, che alla fine si è gettato nelle braccia di Firetto, anche lui forzista civico

matteo salviniE se Forza Italia scompare, in Sicilia per la prima volta si moltiplicano i candidati di Matteo Salvini (anche se il segretario della Lega è stato accolto in Sicilia da una sfilza di contestazioni, l’ultima la sera del 12 maggio a Marsala) .

Nei mesi scorsi il deputato della Lega Nord Angelo Attaguile aveva lanciato la lista Noi con Salvini, stampella meridionale del Carroccio, che oggi è riuscita a presentare un candidato sindaco nei principali centri della Sicilia. Da Milazzo, a Marsala, passando per Villabate, Gela, Bronte Pedara sono parecchi i siciliani che si sono scoperti seguaci di Alberto da Giussano: perfino ad Agrigento sono spuntati come funghi i supporter di Marco Marcolin, deputato veneto del Carroccio, desideroso di fare il sindaco nella città dove ha trascorso le vacanze negli anni scorsi. Dopo la quasi estinzione di Forza Italia, i bookmaker scommettono su una crescita esponenziale dei Leghisti di Sicilia: una situazione paradossale, come nella migliore tradizione dell’isola laboratorio politico permanente.