Scuola: dai cortei di insegnanti e studenti slogan contro Renzi e la sua riforma.


sciopero_catania-960x456“Durante questo autunno abbiamo  fortemente palesato il nostro dissenso contro la Buona Scuola in quanto riforma che va ancora una volta a tagliare radicalmente i fondi all’istruzione e a svilire e precarizzare  sia la didattica in generale che la funzione docente e il lavoro del personale che compone la scuola italiana – spiegano i manifestanti -. Noi studenti abbiamo deciso di partecipare  a questa giornata per dimostrare che non ci facciamo ingannare così facilmente dai giochi della casta politica, sebbene i volti cambino e si ringiovaniscano le mire allo smantellamento della scuola pubblica e l’attacco alle fasce meno abbienti rimangono. Dal canto nostro noi  lavoriamo quotidianamente nelle scuole e nelle università per far crescere quella stessa determinazione che ha caratterizzato le mobilitazioni studentesche e con questo spirito siamo scesi oggi in piazza volendo dare dunque  un reale contributo studentesco alla battaglia in difesa della scuola pubblica contro la legge di stabilità 2015″.

In  questi anni abbiamo subìto aumenti di tasse e spese scolastiche sempre  più esose, per non parlare poi del caro-trasporti,  del peggioramento delle condizioni di vita e di studio in  strutture scolastiche fatiscenti alcune delle quali abbiamo visto finanche crollare – prosegue Maria Occhione studentessa del Regina Margherita dell’Assemblea Studenti medi e universitari contro il Governo Renzi -. Abbiamo vissuto  la repressione imposta  nei confronti di chi fra noi si oppone apertamente a questo stato di cose ponendo un’alternativa e la riduzione se non l’eliminazione di spazi politici di discussione quali le assemblee e la cancellazione della rappresentanza studentesca ci danno la misura di quanto si voglia ridurre l’agibilità e la formazione del pensiero critico di noi  studenti e di come si tenda a un modello di scuola sempre più lontano da noi che ne siamo i veri protagonisti”.

“Siamo scesi in piazza oggi, insieme agli studenti medi,  per palesare la nostra totale opposizione al premier  Matteo Renzi, al Pd e al suo Governo. Abbiamo deciso di partecipare a questa giornata per portare in piazza le rivendicazioni degli studenti esprimendole con il nostro proprio linguaggio che non riconosce alcuna fiducia nelle istituzioni – spiega Marco Orestano  studente di Ingegneria e dell’Assemblea Studenti medi e universitari contro il Governo Renzi -. Tutte le riforme realizzate dai governi succedutisi nel tempo sono sempre state ai danni dei lavoratori e di noi studenti. Mentre Renzi annuncia per settembre una riforma universitaria noi studenti universitari vediamo e subiamo soltanto i tagli al mondo accademico che si traducono in aumento delle tasse e diminuzione dei servizi inseriti in un contesto che vede un continuo processo di aziendalizzazione dell’università”.

Alcune centinaia di studenti medi e universitari giunti in via Roma hanno fatto un falò di schede riportanti test Invalsi, cui vengono sottoposte le classi di quinta elementare, terza media e seconda superiore costituiti fondamentalmente da domande di italiano e matematica.A Catania, invece, la manifestazione è partita in piazza Europa, dove sono giunti anche docenti, studenti e sigle sindacali di Caltanissetta, Enna, Messina, Siracusa e Ragusa.

‘La buona scuola siamo noi’è lo striscione maggiormente ‘ripetuto’ nel lungo e variegato corteo che sta attraversando il centro di Catania per protestare contro la riforma proposta dal Governo Renzi. Vi partecipano alcune migliaia di persone: sindacalisti, studenti, insegnanti, ma anche esponenti politici e disoccupati. Tra gli slogan più scanditi: «La scuola statale è patrimonio nazionale».

Alcuni insegnanti hanno in mano un ‘campanaccio’ da mucca, e una di loro spiega: «è la nuova campanella, povera come la scuola che disegnando il governo Renzi» che, sostengono altri suoi colleghi, «vuole privatizzare l’istruzione».  Il comizio finale è previsto in piazza Roma. Il traffico nel centro della città è paralizzato.

Cinquanta insegnati stanno occupando l’assessorato comunale alla pubblica istruzione in via Notarbartolo a Palermo. L’occupazione è a margine della manifestazione che si sta tenendo questa mattina contro il disegno di legge del governo Renzi sulla Buona Scuola. Un’occupazione per protestare contro la riforma che penalizza a detta degli insegnanti non sono gli studenti ma lo stesso personale della scuola dando poteri illimitati ai presidi.

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