Sicilia inaffidabile come la Grecia, Renzi come la troika.


Anche il presidente dell’ARS prende atto di quanto affermato poche settimane fa su un nostro post a cui vi rimando … Autonimia addio… ora non ci rimane che dichiarare l’Indipendenza. Due giorni di lunghe trattative a Roma non hanno permesso di sciogliere i dubbi sui fondi destinati alla Regione. E ora si apre un braccio di ferro senza precedenti fra il Parlamento siciliano e lo Stato. Questo è un commissariamento di fatto della Regione Sicilia da parte del governo nazionale.crocetta ardizzone

Ieri l’assessore all’Economia Alessandro Baccei ha incontrato il sottosegretario Graziano Delrio, strappando la promessa che lo Stato interverrà con 3,2 miliardi per coprire i buchi del bilancio regionale. Si tratta per lo più di operazioni contabili e non di soldi materialmente spendibili. Ma sono l’unica soluzione per approvare il bilancio siciliano entro il 30 aprile.

crocetta_baccei-535x300-1418941521Ma ora bisogna siglare le intese politiche e Baccei ha precisato che non sarà facile perchè Palazzo Chigi non si fida della Sicilia e teme che le riforme promesse in cambio dell’aiuto finanziario non vengano approvate all’Ars. Baccei ha detto che c’è la preoccupazione che i testi approvati in giunta e concordati a Roma vengano modificati in Parlamento vanificando l’operazione risparmio.

Frasi che hanno irritato il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, preoccupato per l’autonomia del Parlamento: «La Sicilia non è la Grecia e Baccei non è la Troika – ha detto Ardizzone -. L’assessore ha il compito di garantire alla Sicilia le risorse che le sono dovute per Statuto e Costituzione. E non si tratta di una cortesia del governo nazionale».

Ardizzone ritiene eccessivi i tagli disposti dallo Stato per la Sicilia e rivendica il trasferimento di entrate che sarebbero previste dallo Statuto ma che Roma fino a ora non ha garantito.

Ma la sfida di Ardizzone a Baccei svela il malessere latente per una sorta di commissariamento di fatto sui conti pubblici. E su questa linea si muove anche il presidente della commissione Bilancio, Nino Dina, che da giorni ritiene la Finanziaria approvata dalla giunta «irricevibile» perchè manca il bilancio: «Baccei dice che non si fida della Regione? Forse è il caso che ci trasferiamo tutti in Lazio e Toscana, dove ogni cosa funziona meglio. Così siamo tutti più tranquilli». Dina fa riferimento anche ad alcune imposte trasferite dalla Sicilia proprio al Lazio e al fatto che l’assessore ha origini toscane.
Ma poi il presidente della commissione Bilancio mette da parte l’ironia e attacca l’assessore: «La Finanziaria non è ancora stata trasmessa all’Ars. E un po’ di rispetto nei confronti del Parlamento aiuterebbe a rasserenare il clima rendendo il percorso delle riforme più agevole».

Crocetta minimizza e afferma che non vi è nessuno scontro con Ars e con Ardizzone. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Crocetta: “Nell’incontro avuto ieri con il presidente Ardizzone, mi è sembrato di cogliere una grande volontà di portare avanti il processo di riforme, la stessa sensazione avuta dal confronto con diversi rappresentanti parlamentari. Io credo che governo e parlamento, su questo fronte di rinnovamento per la Sicilia, lavoreranno insieme. Il tema principale ora è far quadrare i conti e cambiare rotta attraverso riforme serie. Con il presidente Ardizzone c’è una linea di confronto aperta, che continuerà per il bene comune della Sicilia”.

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