La finanziaria siciliana presentata a Roma e Crocetta ingoia.


Quando toglieremo questa Crocetta dalla Sicilia sarà sempre tardi.

rosario_crocetta-535x300-1412196855Prepensionamenti e tagli ai sindaci, ecco la finanziaria targata Baccei.Per 7.500 dipendenti la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo e con un bonus-premio. Scure ridotta per i Comuni.

Ci sono i prepensionamenti, ma diventano facoltativi. E c’è pure il taglio della pensione che colpirà almeno 7.500 dipendenti regionali, a cui però viene concessa la possibilità di lasciare in anticipo garantendosi un cospicuo bonus. E non sono state cancellate le riduzioni di stipendio per sindaci e consiglieri comunali malgrado il pressing di Crocetta e della maggioranza.

Baccei-535x300Eccola la manovra Finanziaria nella sua veste definitiva. L’assessore Alessandro Baccei l’ha illustrata a Roma nei giorni scorsi e ieri l’ha consegnata ai leader del centrosinistra.

Pensioni:Cambiano alcune delle norme principali per rendere meno violento il colpo di scure.. Il nuovo testo toglie, a chi ancora l’aveva, la quota di pensione calcolabile col più vantagioso metodo retributivo basato sull’ultima busta paga rivalutata.

Sono in questa condizione «privilegiata» circa 7.500 dipendenti assunti prima del 1986. Gli altri colleghi già dal 2003 avevano la maggior parte o tutta la pensione calcolata col meno favorevole sistema tarato sui reali contributi versati.

Ora tutti i regionali si adeguano a quanto avviene a livello statale già dal 1995 e perderanno circa il 20% che per le casse pubbliche corrisponde ad almeno 25 milioni nel prossimo triennio.

Crocetta promuove Baccei e chiede maxi riduzioni per gli stipendi dei consiglieri comunali

Passano le misure che tolgono privilegi ai regionali e ai forestali. Alleati spaccati sulla riforma delle Province, l’Ars rinvia l’esame.

La Finanziaria dei tagli passa la verifica di maggioranza. Ma Crocetta ha chiesto a Baccei di portare già oggi un secondo testo che comprenda «le misure per lo sviluppo, per l’occupazione e per la solidarietà. Senza questo non si va in aula».

Forte degli input romani, l’assessore all’Economia ha strappato a Crocetta anche il via libera ai tagli ai sindaci: «Stiamo solo adeguandoci alle norme nazionali senza tagliare con l’accetta» commenta in serata il presidente. Che però a sua volta annuncia la modifica della norma per i consiglieri comunali: «Sarà più dura che a livello statale. Prevederà che la somma fra gettoni, rimborsi alle aziende e altre spese per i consiglieri non superi il 25% dello stipendio del sindaco. Prevederemo anche che le riunioni del consiglio si svolgano fuori dall’orario di lavoro in modo da non penalizzare chi ha un’occupazione e la relativa azienda. Il messaggio che deve passare è che fare il consigliere comunale non è un lavoro nè è possibile ripetere scandali come quelli di Agrigento».

Oggi Crocetta riunirà la giunta per approvare la manovra composta da tagli e investimenti.

Fra i tagli ci sono anche i prepensionamenti per i forestali e tutte le altre misure che riducono posti dirigenziali e premi per i dipendenti regionali. Norme finite nel testo malgrado proprio ieri i sindacati abbiano fatto un fortissimo pressing sul governo per ottenerne la cancellazione. Le norme sui forestali prevedono che possano essere messi in prepensionamento tutti quelli che compiranno 60 anni dal momento di approvazione della Finanziaria fino al 2017. La norma prevede anche che – se verrà chiuso un accordo con il ministero – a chi lascia in anticipo potrà essere concesso un sussidio di accompagnamento alla pensione di importo pari alla paga giornaliera.

Senza entrare nel merito della finanziaria a Noi preme di più far notare il modo di procedere dell’iter finanziario: di fatto siamo sotto tutela del governo nazionale (alla faccia dello Statuto speciale) che tutto prende e nulla dà. Segno che la politica siciliana non esiste pur mantenendo una pletora di politicanti alla Regione che di tutto si preoccupano che mantenere i propri privilegi per delegare poi ai politici romani l’esercizio di governo della Regione, col vilipendio dei  Coloni Siciliani, trattati come cittadini di serie C e condannati alla disoccupazione, al degrado e alla povertà.

Quando toglieremo questa Crocetta dalla Sicilia sarà sempre tardi.

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