Mafia, sequestro da 10 mln a estorsori


Sequestro da dieci milioniSigilli a ristorante ‘Bucatino’ di Palermo, ospitava summit boss

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Nel mirino anche altri locali e un bar-tabacchi di via Daita. Per i giudici sono riconducibili a due personaggi vicini a Cosa nostra. Il ristorante di via Villafranca ha cambiato nome e si chiama Cucì, ma sarebbe sempre gestito da Maurizio De Santis, in cella per estorsione.

Il carabinieri del Nucleo Investigativo e il Gico della Guardia di Finanza di Palermo hanno sequestrato beni per 10 milioni di euro, su disposizione del tribunale di Palermo, a Maurizio De Santis e Luigi Salerno.
De Santis è stato arrestato l’anno scorso per estorsione con la moglie, Rita Salerno, e il figlio. Salerno è stato condannato a 9 anni, per associazione mafiosa ed estorsione aggravata. Tra i beni sequestrati, vari locali di Palermo,tra cui alcuni noti ritrovi di boss mafiosi.

Nel mirino due personaggi ritenuti vicini a Cosa Nostra. Il primo è Luigi Salerno, 68 anni, costruttore edile, affiliato alla famiglia di Porta Nuova, condannato in via definitiva per mafia ed estorsione a 9 anni. I giudici della sezione misure di prevenzione (presidente Silvana Saguto, a latere Lorenzo Chiaramonte e Fabio Licata) hanno messo sotto sequestro il suo patrimonio e quello di una decina di parenti. Il secondo destinatario del provvedimento è suo genero, Maurizio De Santis, 50 anni, arrestato nell’aprile dello scorso anno per l’estorsione ai danni della chef Bonetta Dell’Oglio, che gestiva il ristorante «Dispensa dei Monsù» di via Principe di Villafranca. Quel locale si è poi chiamato «il Bucatino» e infine «Cucì».