Sicilia/Regione/Bilancio: Crocetta contro Renzi: ha tagliato alla Sicilia 1,2 miliardi


Crocetta RosarioIl governatore ha spiegato che gli anni terribili della sua presidenza, quando si trovò ad ereditare dalle precedenti amministrazioni un deficit di bilancio di 3 miliardi, sono alle spalle.

 È tutta un’altra storia quella che il governatore Rosario Crocetta racconta sui conti della Sicilia. Un’altra storia rispetto a quella a tinte fosche disegnata dall’assessore al Bilancio della sua giunta, Alessandro Baccei, che aveva parlato di stipendi a rischio dal primo maggio prossimo, in assenza di drastiche riforme.

Crocetta oggi ha convocato una conferenza stampa, poche ore dopo aver saputo delle minacce di morte nei suoi confronti, giunte all’alba al centralino del 113 e ha spiegato che «il peggio è passato», e che gli anni terribili della sua presidenza, quando si trovò ad ereditare dalle precedenti amministrazioni un deficit di bilancio di 3 miliardi, sono alle spalle.

«Baccei – dice il governatore – è arrivato da poco. Non sa quello che abbiamo trovato. Io che so da dove veniamo, non riesco ad essere pessimista». E lancia un messaggio a Renzi: «Non faccia alla Sicilia quello che non vuole che l’Ue faccia all’Italia».

 Insomma, niente politiche di tagli indiscriminati, «niente macelleria sociale. Il presidente del Consiglio, quando elogia la crescita degli Stati Uniti, sa bene che i tagli al limite del ‘rigor mortis’ non portano alcuno sviluppo. Allora perchè ha tagliato alla Sicilia 1,2 miliardi di trasferimenti? Inoltre, è delittuoso il colpo di scure ai fondi Pac, che servono anche al rilancio delle aree industriali di Gela e Termini Imerese».

Crocetta deve costringere Renzi a ripensamento ha detto Falcone (FI):

“Dopo lo spropositato prelievo tributario, lo scippo dei fondi Pac, la bidonata del dottor Baccei, spacciato per economista e oggi implicitamente scaricato, lo schiaffo sull’emergenza rifiuti, prendiamo atto con interesse del mutato atteggiamento del presidente Crocetta nei confronti del premier Renzi”.

Lo dice il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone, “Adesso – aggiunge – il governatore sia consequenziale e adotti atti chiari per evitare che a giugno la Sicilia sia consegnata al default. Oggi Crocetta è a un bivio: o costringe Renzi a rivedere il negoziato tra Stato-Regione, anche con atti forti come il rifiuto al pagamento delle rate dei mutui o, diversamente, rimarrà negli annali come colui che consegna supinamente l’Isola al giogo del governo nazionale più antimeridionalista del dopoguerra”.