Sicilia in piazza: sono in tanti contro governo Renzi e jobs act


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Almeno una cinquantina tra cortei e azioni di protesta sono state annunciate per oggi dagli studenti di Rete della Conoscenza, Udu e studenti medi, uniti sotto il coordinamento #Noninmionome, in concomitanza con lo sciopero generale indetto da Cgil e Ui contro le politiche economiche del governo Renzi e il Jobs Act.

A Palermo ci sono i dipendenti della Gesip, i lavoratori di Poste italiane, quelli degli enti di formazione, i metalmeccanici di AnsaldoBreda e Keller, gli insegnanti, i lavoratori dello spettacolo, quelli del comparto agroalimentare, dell’Ente di sviluppo agricolo e i forestali. In prima fila ci sono gli operatori dei call center Almaviva, Accenture e 4U, che hanno annunciato più di 3 mila esuberi a partire dal prossimo anno, con le bandiere e gli studenti che hanno deciso di partecipare alla mobilitazione. I lavoratori scandiscono slogan e sventolano le bandiere.

Un gruppo di studenti e ragazzi dei centri sociali si è staccato dal corteo di Cgil e Uil e si è diretto verso la sede regionale del Pd, in via Bentivegna, a Palermo, lanciando uova e vernice rossa contro la facciata del palazzo e accendendo fumogeni. Poi il gruppo si è allontanato spontaneamente.

Intanto, il corteo è giunto in piazza Verdi ed è cominciato il comizio del segretario regionale della Uil Claudio Barone e di Nino Baseotto della segreteria nazionale della Cgil.

STUDENTI UNITI AI LAVORATORI. «Scendiamo in piazza insieme ai lavoratori che, con specificità diverse, vivono la nostra stessa condizione di zero certezze per presente e futuro, dice Maria Occhione, portavoce del Coordinamento studenti medi. Siamo qui per rilanciare la mobilitazioni di quest’anno contro il governo, insieme a chi soffre questo momento come noi». «La data di oggi è la chiave di volta di un autunno molto intenso – spiega Andrea Manerchia, coordinatore della Rete degli studenti medi – che vede protagonisti lavoratori e studenti, uniti dalla prospettiva di un futuro precario e incerto. Il risultato di oggi è eccezionale: migliaia di giovani stanno riempiendo le piazze siciliane, chiedendo di ripartire da cultura, libero accesso ai saperi e lavoro per tutti».

«Bisogna creare nuova occupazione, non rendere più precaria – dice il segretario della Uil in Sicilia Claudio Barone – quella che c’è cosa che avverrà con il Jobs Act eliminare i diritti non crea nuovi posti di lavoro». Sono dieci le manifestazioni organizzate in Sicilia: nei nove capoluoghi di provincia e a Caltagirone.

Fonte GDS