Sciopero «sociale», Cobas e Fiom in piazza


sciopero sociale

È il giorno dello ‘sciopero sociale’.Cobas, sindacati di base, organizzazioni studentesche, precari e attivisti dei centri sociali scendono in piazza a Roma, Milano, Napoli e in altre città contro le politiche di austerità della Ue e del governo Renzi, contro il Jobs Act e l’abolizione dell’articolo 18. Ma anche, per quanto riguarda la scuola, per l’assuzione dei precari e un’no’ secco al piano del governo.

Nella Capitale, a piazza della Repubblica, sono già un centinaio i manifestanti che dalle 9 di questa mattina, dietro gli striscioni rossi dei Cobas, si preparano al corteo che sfilerà per le vie di Roma per raggiungere piazza Vittorio. Al centro della rivendicazione,spiegano i manifestanti, il diritto al lavoro e la ‘scuola di tutti. Diverse anche le bandiere dei comunisti italiani e di altreorganizzazioni studentesche, accomunate da una sola rivendicazione:’austerity isn’t working’.

Il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha raggiunto la testa del corteo di Milano ed ha abbracciato la leader della Cgil Susanna Camusso. Landini è giunto in ritardo a Milano a causa dei disagi dei trasporti. Dai megafoni della manifestazione si sente l’avviso ‘Matteo non restare sereno siamo in tantissimi’. “La partita non è assolutamente chiusa” sul Jobs Act. Lo sostiene la leader della Cgil, Susanna Camusso, dalla testa del corteo di Milano, rispondendo a Matteo Renzi. “L’abbiamo già detto e lo ripetiamo – aggiunge – non è un voto di fiducia che cambierà il nostro orientamento e le nostre iniziative”.

Alla manifestazione della Fiom Cgil  a Milano è presente anche il segretario aggiunto dei metalmeccanici del Belgio Angelo Basile che, spiega, ha voluto portare la solidarietà di lavoratori belgi “a quelli italiani impegnati, come noi, in una difficile lotta. La loro situazione -spiega- è simile alla nostra. Il governo ha stabilito 17 miliardi di risparmi che in realtà si trasformano in nuove tasse per i lavoratori”. In Belgio, spiega”abbiamo già programmato tre giorni di sciopero, il 24 novembre e il primo e l’8 dicembre, con una grande manifestazione nazionale per il15 dicembre e il 6 novembre scorso abbiamo portato in piazza più di 120mila persone”.

Cinque i cortei a Genova che stanno creando disagi al traffico cittadino, dalle periferie, al centro, dove, in piazza Caricamento, al Porto antico, si terrà il comizio finale. Quattro cortei sono organizzati dalla Cgil, uno da studenti, precari, cobas. Uno dei cortei, quello che parte dalla centralissima piazza Corvetto, è aperto dai lavoratori del centro stampa San Biagio che manda in edicola Il Secolo XIX: protestano contro la chiusura dopo l’avvenuta sinergia con la società editrice della Stampa. “In 49 rischiamo il posto di lavoro – ha detto il delegato rsu Sandro Bollea -. Ci aspettiamo un’apertura altrimenti le manifestazioni si faranno pesanti”. Il quotidiano oggi non è in edicola per una protesta dei poligrafici.

La manifestazione di studenti sta creando disagi al traffico nell’intera città di Cosenza. Anche Palermo è andata in tilt a causa delle centinaia di studenti in corteo selvaggio per le strade, provenienti da tutte le scuole in direzione del concentramento in piazza Castelnuovo. Effettuati anche blocchi stradali agli incroci. Dalla Cattedrale il Benedetto Croce, il Regina Margherita e il Parlatore; da Piazza Indipendenza il Basile il Rutelli, il Maria Adelaide; da Villa Adriana il Ninnì Cassarà,il Mayorana, il Cascino, l’Ascione; dal Giardino Inglese l’Umberto, il Cannizzaro, il Duca degli Abruzzi, il Garibaldi, il Catalano, l’Einstein; poi ancora il Danilo Dolci e il Piazza.