Palermo/ Duemila studenti in piazza: uova contro le banche


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Città paralizzata a causa delle centinaia di studenti in corteo selvaggio per le strade provenienti da tutte le scuole in direzione del concentramento in piazza Castelnuovo.

Si sta svolgendo stamattina il Bloccchiamotuttoday. Effettuati anche blocchi stradali agli incroci. Dalla Cattedrale il Benedetto Croce, il Regina Margherita e il Parlatore; da Piazza Indipendenza il Basile il Rutelli, ilMaria Adelaide; da Villa Adriana il Ninnì Cassarà, il Mayorana, il Cascino, l’Ascione; dal Giardino Inglese l’ Umberto, il Cannizzaro, il Duca degli Abruzzi, il Garibaldi, il Catalano, l’Einstein; poi ancora il Danilo Dolci e il Piazza.

Oggi, in occasione dello sciopero generale nazionale, a Palermo gli studenti di tutte le scuole scendono in piazza attuando la pratica del blocco stradale e paralizzando la città al fine di palesare il proprio dissenso alle scelte attuate dalla casta politica proiettate verso un unico orizzonte di impoverimento e precarizzazione della società e nello specifico la loro ferma opposizione alla riforma scolastica espressa nella Buona Scuola.

Un lancio di uova contro la sede Unicredit e l’accensione di alcuni fumogeni hanno caratterizzato la manifestazione dei Cobas e degli studenti in corso a Palermo, in occasione dello sciopero nazionale indetto dai sindacati di base contro le politiche del governo Renzi. Al corteo, partito da piazza Castelnuovo e diretto a piazza Indipendenza, dove si trova la sede della Presidenza della Regione, hanno partecipato circa 2 mila persone. Lungo il tragitto i manifestanti hanno effettuato anche brevi blocchi stradali agli incroci. Al momento non si registrano scontri con le forze dell’ordine. Notevoli i disagi alla circolazione.

IL DIBATTITO. Il dibattito politico nazionale degli ultimi giorni è monopolizzato dalla nuova legge di stabilità 2015 del governo Renzi che promette da una parte il rilancio dell’occupazione e la risollevazione di famiglie e imprese dall’altro un taglio drastico della pressione fiscale. Se il premier annuncia che non ci saranno nuove tasse e definisce la riduzione attuale quale “la più grande riduzione mai fatta da un governo in un anno”, le categorie sociali da sempre più svantaggiate lamentano la negazione di diritti, la privatizzazione dei servizi, il taglio della spesa sociale e in generale dunque alcun sostanziale cambiamento di rotta rispetto ai precedenti governi.

Il jobs act e il lavoro precario, il decreto Lupi, la riforma Giannini e le sempre più ingenti spese cui devon incorrere gli studenti e le loro famiglie, rappresentano diverse facce di un disegno complessivo di precarizzazione del lavoro e di impoverimento della società. Nello specifico noi studenti oggi invaderemo le strade e paralizzeremo la città per dimostrare che non ci facciamo ingannare così facilmente dai giochi della casta politica , i volti cambiano ma le mire allo smantellamento della scuola pubblica rimangono. In questi anni abbiamo subìto aumenti di tasse e spese scolastiche sempre più esose, per non parlare poi anche del caro-trasporti, il peggioramento delle condizioni di vita e di studio in strutture fatiscenti alcune delle quali abbiamo visto crollare, abbiamo vissuto l’irrigidimento dei rapporti con docenti sempre più prepotenti grazie al ricatto del voto in condotta e la repressione nei confronti di chi fra noi si oppone apertamente a questo stato di cose. A ciò si aggiungerebbe adesso ciò che il governo definisce “avviamento al lavoro” , ma questo apprendistato obbligatorio altro non è per noi che sfruttamento gratuito. Non parliamo poi dell’annunciata cancellazione degli organi collegiali che non avranno più nessun peso decisionale lasciando che indirizzi, obiettivi e valutazioni vengano posti nelle mani di dirigenti e privati il cui unico interesse sarà conseguire profitto economico. Anche in questa riforma ,targata Renzi-Giannini,infatti si parla dell’ingresso dei privati nei Consigli d’Istituto delle scuole pertanto gli istituti dovranno attrarre investimenti privati per potersi mantenere in vita svendendo al miglior offerente la formazione e quindi il nostro futuro. Insomma, si parla di tutto tranne che di investimenti sulla didattica e sull’edilizia scolastica. Per cui ovvio pare che la loro Buona Scuola, la riforma scolastica targata Renzi-Giannini, non sia di certo buona per noi e coglieremo ogni singola occasione per affermarlo perché farlo significa garantirci un presente e guadagnare sempre maggiori porzioni di futuro” afferma Michele Minardi rappresentante del liceo scientifico Cannizzaro e portavoce del Coordinamento Studenti Medi Palermo.

Gli studenti del Cassarà hanno improvvisato un mini corteo partendo dal giardino Inglese. Ieri invece la loro protesta è partita da via dei Fattori per giungere alla centrale di via Don Orione