Sicilia/Ars/Sul taglio agli stipendi dei dipendenti Ars, Ardizzone blocca la norma


crocetta ardizzoneIl testo, fortemente voluto da Crocetta e inserito nella Finanziaria ter, dichiarato improponibile dal presidente Ardizzone. Lo stop arriva ancor prima dell’avvio dell’iter parlamentare

La norma che avrebbe tagliato gli stipendi a tutti i dipendenti dell’Ars si ferma ancor prima di iniziare il cammino parlamentare. Il testo è stato dichiarato improponibile, così come l’altro comma che avrebbe comunque ridotto i finanziamenti della Regione al Parlamento.

La norma proposta da Crocetta era stata inserita in Finanziaria e prevedeva che gli stipendi dei circa 270 dipendenti dell’Ars vengano equiparati a quelli dei pari grado negli assessorati regionali. E’ una norma fortemente voluta da Crocetta ma che fin dall’inizio aveva fatto dire ai vertici dell’Ars che si è in presenza di una violazione dell’autonomia del Parlamento, garantita dallo Statuto. E proprio per questo motivo il presidente Giovanni Ardizzone l’ha dichiarata improponibile, togliendola dunque dal testo che domani inizierà il suo cammino in commissione Bilancio.

Ed è stato dichiarato improponibile pure il comma che avrebbe ridotto i finanziamenti ordinari della Regione all’Ars di 7 milioni e mezzo subito e di 15 milioni dall’anno prossimo. Anche in questo caso, secondo i vertici dell’Ars,. Modificare in corso d’anno la dotazione finanziaria e il bilancio interferisce con l’auotonomia del Parlamento. Crocetta aveva fatto di queste norme il manifesto della Finanziaria ter. E potrà comunque ripresentarle in aula. Una mossa che renderebbe più violenta la sfida del presidente della Regione al Parlamento.

Crocetta: no a stipendi diversi tra Ars e Regione

” è scandaloso pensare che Regione e Ars possano avere tetti massimi differenti e stipendi diversi per uguali posizioni lavorative”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “E’ una questione di giustizia, equità ed etica. Andare poi a interrogarsi sul fatto di quanti sarebbero i dirigenti regionali che vedrebbero diminuiti i loro stipendi, – continua Crocetta – è veramente ridicolo poiché, quale sarebbe la colpa della Regione, di avere già diminuito i tetti dal dicembre 2012 tagliando i compensi del 20%?” “Ma quando vi sono i direttori delle partecipate da 200 mila euro, che – aggiunge – senza tetto potranno continuare ad esserci, vuol dire che il tetto agisce non solo sul presente ma anche per il futuro, limita l’arbitrio e mette un fatto di equità simbolico che dice che alla Regione non ci potranno più essere pensioni e stipendi scandalosi”.