Economia/ Il giorno nero delle tasse: 54,5 miliardi da versare


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Oggi scadenze per Tasi, Imu, Irpef, Ires, Irap e Iva. Tra il 2011 e il 2012 noi al top per aumento di tasse dopo l’Ungheria.

Giorno nero per molti italiani questo lunedì 16 giugno. Una coincidenza di scadenze fiscali lo ha reso infatti un appuntamento con l’Erario tra i più pesanti. I contribuenti italiani, siano essi famiglie o imprese, sono stati chiamati a versare complessivamente quasi 54,5 miliardi di euro secondo i calcoli elaborati dalla Cgia di Mestre. L’ora X per le tasche dei cittadini scocca con il pagamento della Tasi (la prima rata negli oltre 2.000 Comuni che hanno deliberato l’aliquota), poi dell’Imu su seconde e terze case e su negozi e capannoni mentre le imprese devono versare l’Irpef, le addizionali Irpef, l’Ires, l’Irap, l’Iva e tutta una serie di altre imposte minori.

Secondo la stima dell’associazione degli artigiani veneta l’imposta più onerosa è l’Ires, ovvero la tassa sui redditi pagata dalle società di capitali: il gettito dovrebbe aggirarsi attorno ai 14,7 miliardi di euro.

Molto alto anche l’importo che dovrebbe arrivare dal pagamento dell’Imu e della Tasi, 10,8 miliardi; sul terzo gradino del podio le ritenute Irpef versate dai datori di lavoro: l’importo dovrebbe aggirarsi attorno ai 9,7 miliardi di euro. «Nel nostro Paese, purtroppo – mette in evidenza Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – oltre al carico fiscale che ha raggiunto un livello insopportabile c’è anche la difficoltà nel definire con esattezza gli importi da pagare. Si pensi che per espletare il pagamento delle tasse, in Italia sono necessarie 269 ore all’anno, pari a 33 giorni lavorativi».

Italia al top per le tasse

Tra il 2011 e il 2012 l’Italia è in Europa il paese che, dopo l’Ungheria, ha conosciuto l’aumento maggiore della tassazione rispetto al Pil, passando dal 42,4% al 44%. L’Italia si situa così al sesto posto in Ue della classifica dell’imposizione fiscale. È quanto emerge dai dati Eurostat.