Sicilia/La Corte dei conti: la Regione in crisi di liquidità


corte dei conti homeSecondo la Corte dei Conti nella situazione attuale alla Regione ci sono rischi molto elevati che le attuali tensioni possano a breve trasformarsi in vere e proprie crisi di liquidità.L’allarme sui conti pubblici è contenuta nella relazione depositata in commissione Bilancio dell’Ars dal presidente della sezione riunita della Corte dei Conti, Maurizio Graffeo.

Il documento, approvato nella camera di consiglio del 3 giugno, è stato presentato nel corso dell’audizione in commissione dei giudici contabili.

Richiamando l’articolo 81 della Costituzione sugli equilibri di bilancio, la Corte dei Conti solleva dubbi in merito al percorso adottato per la manovra finanziaria del 2014. Nella relazione depositata in commissione Bilancio all’Ars, i giudici contabili in sostanza bocciano la “finanziaria-spezzatino”, che di fatto finora ha prodotto a gennaio la manovra in buona parte impugnata dal commissario dello Stato che ha «cassato» provvedimenti di spesa per 440 milioni di euro e a marzo la ‘manovrinà ‘salva-stipendì.  

Per i giudici «è evidente la situazione di incompletezza dello strumento contabile per l’esercizio 2014, per larghi aspetti non in equilibrio». Un giudizio tranchant, che suona come una sorta di ammonizione anche nei confronti del commissario dello Stato.

«Non è questa la sede in cui la Corte può esprimere le proprie valutazioni circa la politica di bilancio impostata con tale complessa manovra, mentre spetta ad altre istituzioni della Repubblica la competenza a vagliare la legittimità costituzionale delle norme approvare dall’Assemblea».

«Non si possono tuttavia non esprimere fondati timori circa la tenuta e la sostenibilità dell’insieme di detti strumenti contabili alla luce del principio di equilibrio del bilancio recentemente elevato a rango costituzionale».

«La giurisprudenza della Consulta ha in definitiva ribadito che gli equilibri del bilancio postulati all’art.81 della Costituzione vanno attentamente perseguiti sia in sede previsionale, sia nel corso dell’intera gestione, senza possibilità, peraltro, di sottovalutare voci di spesa, pena la violazione del principio di veridicità del bilancio».

Dunque, per la Corte dei Conti, «pertanto destano perplessità le numerose disposizioni del ddl 724 (cosiddetta manovrina) che hanno autorizzato spese per ‘assicurare il pagamento degli emolumenti al personale utilizzato nel settore forestale e della prevenzione degli incendi, nonchè dagli enti sottoposti a controllo o vigilanza da parte della Regione… ‘quanto meno per il primo semestre del 2014’ anche sotto il profilo del principio di annualità del bilancio».

Da qui l’ammonizione anche alla commissione Bilancio dell’Ars, perchè «neppure il momento particolarmente dedicato che attraversa le finanze regionali, che in definitiva ha consigliato la commissione di rinviare a una successiva legge di variazioni di bilancio il reperimento delle risorse necessarie a garantire, oltre che il pagamento degli emolumenti per il secondo semestre, anche il soddisfacimento di ulteriori emergenze che interessano numerosi settori di intervento regionale, può consentire deroghe agli anzidetti principi che, in effetti, avrebbero dovuto indurre a interventi più radicali ed efficaci».