Ballottaggio:Puliranno il W.C. o rimetteranno il Tappo? (2)


daniele vellaDopo  i fallimenti degli ultimi cinque sindaci di questa città, a partire da:

Lo Bue(DC), sciolto per infiltrazioni mafiose, e a seguire

Giovanni Valentino (Forza Italia e C.), anche lui sciolto per infiltrazioni mafiose, (attestato per ammissione dello stesso sindaco e di tutte le forze politiche in consiglio comunale con un documento stilato per chiudere una protesta civile, da noi inscenata per il lavoro e la solidarietà); sembrava finita e invece, dopo 3 anni di commissariamento inutile, nel 2001 arriva

Giuseppe Fricano (vestito da civico),  che presto  termina la sua esperienza per i soliti motivi e la faccenda Coinres ; breve commissariamento  e arriva il sindaco

Biagio Sciortino, che continua per tutta la legislatura l’operazione Fricano (Coinres e  dissesto); e per finire

Lo Meo (vestito di tanti colori .UDC,PD,l’Altra Bagheria e in corso d’opera si carica anche Bagheria Popolare di Biagio Sciortino) messo a tappo del W.C. per evitare che i miasmi del municipio uscissero all’esterno. Missione fallita. Anche Lo Meo deve interrompere la sua missione per faide interne allo stesso sistema politico affaristico e viene sfiduciato, da 20 consiglieri su 26, molti dei quali della sua stessa maggioranza e quindi compagni di merenda.

Come lo volete chiamare questo quadretto? Dissesto economico o disastro politico?

E adesso? Dopo la porcata di una campagna elettorale al buio, senza contenuti, senza uno straccio di sano scontro fra i contendenti, attenti solo ad evitare di mettersi l’un contro l’altro, tutti intenti a turlupinare un consenso sotto banco, tutti nascosti dietro le facce dei loro candidati a sindaco, che ci hanno messo solo la faccia e basta. E i partiti? Assenti ingiustificati … eppure le etichette c’erano tutte.

La loro stagione è finita.

Purtroppo la scarsa permeabilità dei partiti, incapaci di un dialogo avanzato per l’affermazione di alcuni valori fondamentali, lenti ad interpretare i rapidi cambiamenti della società, distanti dai problemi veri che assillano i cittadini; la politica di mercato (o per meglio dire il mercato della politica); il mancato senso della Comunità di molte Forze politiche; il mancato interesse per il Bene comune hanno gettato nel caos politico, economico e sociale il Paese; un Paese già in dissesto economico, che rischia la disgregazione sociale, il mancato sviluppo culturale, produttivo,  etc.

patrizio-cinqueServiva discontinuità col passato e ci presentano la solita polpetta avvelenata.

I fatti tendono a dimostrare che il paradigma bagherese, “Chi vince perde e chi perde vince” è ancora in vigore e chi perde alla fine è la città. Il cambiamento a Bagheria non può avvenire , se non si fa una analisi seria e condivisa su quali sono le cause che bloccano questa città e chi sono i personaggi che, pur di mantenere lo statu quo, rendono impossibile il progresso civile di questo nostro paese e lo hanno portato al degrado assoluto: l’interesse di pochi fa trascurare gli interessi che riguardano tutta la comunita’: il lavoro che non c’è, l’impoverimento delle famiglie e il disgregamento delle stesse, le attività produttive che languono, il degrado ambientale (cumuli di immondizia), la viabilità ridotta a un labirinto caotico, la vivibilità ridotta ai minimi termini, aggiunta ad una attività amministrativa nulla e inefficace, già in dissesto economico, indurrebbero questo paese a leggersi bene dentro nei singoli e nell’insieme e dare una svolta a U nella propria politica amministrativa.

Il primo round di questa partita al buio si è concluso con una disfatta politica di tutti i concorrenti. I Dati numerici parlano chiaro, al di là del silenzio dei diretti interessati, e sono dati da Waterloo della politica.

Tutti i candidati a sindaco hanno perso punti rispetto alla raccolta di voti delle liste d’appoggio, segno che all’interno delle fazioni in campo non c’è stato accordo sulla scelta dei candidati e che le faide in atto sono ben lontane dall’essere risolte. I candidati a sindaco lasciano sul campo 10.000 voti, e quello che perde maggiormente il raffronto è Nino Costa, che forte di tre liste (centro destra per semplicità) che rappresentano la maggioranza……… non viene votato da più di 4.000  elettori, che hanno riempito le sue liste:bocciato su tutta la linea Nino Costa, che non raggiunge nemmeno il ballottaggio. Risibili le scuse accampate da Bartolo Di Salvo sul metodo di voto, una scoppola difficilmente digeribile per un centro destra allo sbando.

Di Stefano, l’altra faccia del centro destra a Bagheria, ha avuto un buon risultato personale, ma il suo risultato ha contribuito alla sconfitta di tutto il centro destra, che pur essendo maggioranza in paese è da 15 anni ormai che non riesce a portare un suo candidato al seggio più alto. In termini politici pagherà il suo prezzo, come d’altronde tutta la dirigenza del centro destra locale. Ricucire le lacerazioni all’interno dell’area del centro destra non sarà facile, troppi errori e manchevolezze.

Atanasio Matera, difficilmente inquadrabile la sua posizione, vogliamo definirlo civico ma non troppo, viste le presenze di alcuni supporter di area socialista, un pò di destra e un pò di sinistra, non ha saputo superare le sue incertezze di posizione e molto approssimativa è stata la sua partecipazione, si è unito anche lui al coro del silenzio e ha terminato la sua corsa buon ultimo, senza infamia e senza lode.

Daniele Vella, giovane vecchio del Pd, uscito vincitore delle primarie, nel confronto interno con Tornatore e Restivo, non senza polemiche per la presenza ai gazebo di esponenti, da sempre riconoscibili nei banchi del centrodestra. Insomma primarie inficiate da molti dubbi di regolarità, anche per alcune voci, poi smentite, che parlavano di piccoli compensi per i voti. Ma lasciamo perdere i pettegolezzi paesani, torniamo alle elezioni, quelle vere. Anche lui perde circa 500 voti nel raffronto con la raccolta di voti delle due liste di sostegno, segno che qualche malumore c’è anche all’interno del PD, ma in ogni caso raggiunge il ballottaggio.

Patrizio Cinque rappresenta la grande sorpresa per Bagheria elettorale. Il suo gruppo a cinque stelle, nato appena due anni fa, dopo l’exploit di Grillo in Sicilia per le regionali, vorrebbe rappresentare la protesta popolare. Il suo gruppo inquinato da elementi provenienti da tutti i partiti dell’arco costituzionale, che come al solito hanno voluto mettere il cappello su una etichetta che mancava al loro carnet. Nulla del grillismo nazionale, niente storia di protesta in città, solo una carta di riserva da giocare in caso di debacle elettorale delle principali forze politiche. Ed è quello che è avvenuto. I poteri pi o meno occulti di Bagheria avevano messo in conto che in caso di rivolta elettorale, anche questa doveva essere nelle loro mani, e così hanno messo loro uomini e donne da poter gestire in qualsiasi momento in caso di necessità. Quindi illusorio pensare al movimento di Grillo locale come portavoce della protesta popolareProtesta sacrosanta dei Bagheresi verso una classe politica dirigente imbelle e inconcludente, che li hanno ridotti in mutande.

La Protesta vera è stata tenuta fuori dai giochi elettorali. Ecco spiegato il gioco al buio di questa campagna elettorale, senza presenze di personaggi importanti della politica e senza programmi adeguati alla gravità della situazione.

Queste nostre riflessioni avremmo voluto farle prima, ma abbiamo voluto mantenere la consegna del silenzio, come fatto strategico, attendendo i fatti che avvalorassero le nostre tesi.

Fra poche ore avremo il risultato del ballottaggio e sapremo se i bagheresi hanno deciso di pulire il W.C. o rimettere il tappo.alla cloaca politica locale.

Da La Città Futura Bagheria enzo cinà.