Bagheria al ballottaggio ma di che? Sono tutti abusivi.


patrizio-cinqueGiovani vecchi e vecchi giovani. Non ci capisco più niente. Tutti alla ricerca della città perduta, tutti predatori del tempio alla ricerca di un posto al sole… la caccia alle streghe, il gioco dell’oca nel giro della morte, la roulette russa a cui tutti giocano per non vincere mai, e poi vincere che cosa? In tutti i giochi o scommesse c’è sempre qualcosa in palio, ma nel nostro caso non c’è nulla come premio finale.

E allora il gioco non vale la candela. Vivere il momento elettorale come un video gioco, come un reality, e tutti coinvolti e presi dalla scommessa su chi vince o perde, e poi i diretti interessati che senza nessun merito o colpa scrollano le spalle se perdono, come cani usciti dalla vasca da bagno, e se vincono tornano a giocare per vincere di più, perdendo alla fine il capitale iniziale investito.

Sono tutti abusivi, e non solo le loro facce sui manifesti, ma come persone che giocano a un gioco che nemmeno conoscono. Di Bagheria, intesa come comunità non interessa nessuno, ma come singoli si sono ritrovati nei loro piccoli clan e hanno puntato sul proprio ronzino di turno.

daniele vellaAbbiamo assistito ad una campagna elettorale giocata al buio. Niente gara, niente dibattiti, niente scontri fra i candidati, tutti d’accordo nell’evitare la realtà, la gente, ridotta ad una massa informe e passiva, ma in ogni caso colpevole e dalla memoria corta.

Finito il primo round di questo match fasullo, i perdenti non si incazzano e ritornano nel loro anonimato, i due ballottanti si abbracciano a festeggiare il loro parziale successo e proclamano che non faranno accordi con nessuno dei perdenti, segno che non hanno ben compreso la gravità politico-amministrativa della città che dovrebbero andare a governare. 5 o 18 è la scommessa che stanno affidando agli elettori (pochi in verità).

Votare non è un gioco. E se la comunità lo ha considerato tale, forse, ora è anche giusto che paghi il conto, la maggioranza non si lamenti, la minoranza alzi le barricate e difenda il suo territorio dai portatori insani di degrado.

Questa era una partita che non andava giocata sin dall’inizio, ma i predatori del tempio l’hanno voluta giocare lo stesso senza una anamnesi puntuale per individuare i mali della città, e ancor peggio senza diagnosi e terapie opportune.

Ancora erano fumanti le ceneri della amministrazione Lo Meo,  e già i soliti noti erano entrati in campagna elettorale, senza nemmeno uno straccio di analisi preventiva sulla pesantissima situazione politico amministrativa di Bagheria.

Serviva  il contributo di tutti, ed invece no; i preti si sono defilati, le associazioni si sono chiusi nei loro bunker, gli operatori politici scomparsi dalla circolazione, bocche cucite, segno che stavano preparando ai bagheresi la solita polpetta avvelenata, giocando la loro partita al buio.

Abbiamo l’impressione che siamo arrivati al capolinea ed il treno della democrazia sia entrato su un binario morto in attesa di deposito per la demolizione finale.

La città, e per essa le forze politiche erano obbligate a interrogarsi sui propri errori e approntare  delle regole, certe e opportune, e un metodo per ridare legalità e legittimità alla gara elettorale. Legittimità e legalità, che mancano dalle istituzioni locali da più di un ventennio. (1) …e adesso la domanda è? Puliranno il W.C. o rimetteranno il Tappo?

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