Forestali e consorzi di bonifica, si fermano le assunzioni


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L’assessore all’Agricoltura Reale: «Stiamo cercando se ci sono soldi in cassa per fare le operazioni di avviamento al lavoro». I sindacati: siamo alla deriva

La spesa della Regione resta bloccata. E i primi effetti sono la mancata assunzione di circa 6 mila forestali e di un migliaio di precari dei consorzi di bonifica. Anche per questo motivo la prima nota ufficiale di «amarezza» è arrivata dall’assessore all’Agricoltura Paolo Ezechia Reale. L’assessorato sta tentando una mossa della disperazione: «Stiamo verificando – ha detto Reale – se i consorzi di bonifica hanno soldi in cassa per fare almeno l’avviamento al lavoro. E lo stesso cercheremo di fare noi con i forestali. Cerchiamo nei nostri bilanci pochi euro per fare i primi 7/8 giorni e sperare poi che la manovra bis venga approvata il 27». Ai consorzi di bonifica sarebbero andati 11,7 milioni e ai forestali 38.

Ma a restare senza fondi è una valanga di enti che da gennaio fa i conti con le casse vuote. La Resais, il più grande contenitore di disoccupati e dipendenti provenienti da enti soppressi, attendeva 6 milioni e 603 mila euro. All’Irsap, che ha ereditato il personale dei Consorzi Asi, dovevano andare 3 milioni e 490 mila euro. Alle Opere Pie un milione e 287 mila. Anche per l’Istituto per ciechi, che sembrava andare verso un azzeramento delle risorse, il governo aveva ritagliato 682 mila euro.

Bloccata l’attività e gli stipendi di tutti i principali teatri. Le casse restano vuote all’Istituto Vite Vino (attendeva 409 mila euro), all’Istituto Ippico (664 mila) e allo Zootecnico (847 mila). Niente stipendi anche negli Ersu, nei parchi e nelle riserve, all’Eas e all’Esa (dove è a rischio il lavoro dei 500 trattoristi).

I sindacati sono già in mobilitazione. «I lavoratori sono ostaggio di un clima di totale irresponsabilità – ha detto il segretario della Uil, Claudio Barone – La politica è indifferente alle loro esigenze e pensa solo a giochi di potere. Governo e Ars non possono continuare a rimpallarsi responsabilità». Per Maurizio Bernava della Cisl «c’è una classe dirigente totalmente alla deriva. Governo e Ars lascino da parte beghe e interessi elettorali per approvare la manovra, una riduzione delle spese e un piano anticrisi». Per Michele Pagliaro della Cgil «il problema è la mancanza di una maggioranza certa». L’area più vicina a Crocetta fa quadrato. Per Lino Leanza (Articolo 4) «lo stop alla manovra è una vittoria di Pirro di deputati irresponsabili». Marco Forzese (Drs) e Antonio Malafarina (Megafono) chiedono una «approvazione urgente della Finanziaria». Mentre il Pd mostra le sue crepe: il capogruppo Baldo Gucciardi, il leader dell’area Dem Giuseppe Lupo e i renziani Ferrandelli e Vullo sostengono la protesta di Crocetta. Mentre Antonella Milazzo attacca i cuperliani Cracolici e Fausto Raciti: «Si prendano le proprie responsabilità nei confronti del popolo».