Il premier Matteo Renzi a Palermo tra fischi e fiaschi


Adesso! Matteo Renzi per le primarie del Partito Democratico

Il premier Matteo Renzi è giunto nella sede della Prefettura dove ha incontrato rappresentanti delle associazioni degli imprenditori, sindacalisti e amministratori locali. Renzi è accompagnato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Del Rio.

Presenti, tra gli altri, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il sindaco Leoluca Orlando, il rettore dell’Università, Roberto Lagalla, il presidente del Tribunale di Palermo, Leonardo Guarnotta, ed il procuratore Francesco Messineo.

«Il passaggio elettorale delle Europee – ha detto il premier – è un vero e proprio spartiacque della politica in Italia».

«Noi crediamo nel rinascimento industriale italiano. I 74 mila posti di lavoro in più dello scorso mese non vengono solo dai servizi».

«Dalla Sicilia sono arrivate finora 5 mila richieste per il progetto Garanzia Giovani, è la seconda regione dopo la Campania».

RIPARTIRE DALL’EDILIZA SCOLASTICA. «Non andiamo da nessuna parte se non ripartiamo dall’ edilizia scolastica.

«Abbiamo sbloccato – ha aggiunto Renzi – 3.5 miliardi di euro, sbloccato il patto di stabilità per i comuni virtuosi che vogliono investire nelle scuola, abbiamo inviato una lettera ai comuni per indicarci una scuola dalla quale ripartire. Credo sarà per noi significativo dire che l’edilizia scolastica è uno strumento al servizio del paese che ha portato a considerare finanziabili 10 mila cantieri. Per dire quanto è grande l’investimento».

“OCCORRE ESSERE CREDIBILI”.  «Noi istituzionalmente metteremo in mora noi stessi, i magistrati qui presenti penseranno a un istituto giuridico stravagante. Lo dico perche abbiamo oltre 180 miliardi da spendere» di fondi europei.  «Gli anni dal 2007 al 2013 sono stati i peggiori come efficacia della spesa dei fondi europei».  Riguardo alla situazione politica ed economica del Paese: «C’è chi crede che il destino dell’Italia sia segnato, e chi invece crede che lo spazio per ripartire sia a portata di tutti noi. Noi pensiamo che Italia possa vivere questo passaggio, forse è l’ultima chance che abbiamo per una strategia nazionale, e che parta in modo specifico dalle regioni del Mezzogiorno. Ma per farlo dobbiamo dire che non ci sono alibi. Se il governo fallisce è colpa del governo, ma se il Sud fallisce è colpa del Sud. L’impegno deve essere a tutti i livelli». «Siamo tra i principali contribuenti dell’Europa, le diamo più di quanto riceviamo. Siamo tra i pochi paesi che rispettano i vincoli. Abbiamo un complicato rapporto tra debito e Pil, perchè le politiche recessive hanno bloccato la crescita e abbiamo messo più soldi nei fondi salva stati, aumentando il debito. Per questo è fondamentale il tema dell’Europa che vogliamo, e per questo dobbiamo essere credibili come Paese per cambiare le cose in Europa».

“MARE NOSTRUM SEGNO DI CIVILTA'”. Il premier Renzi ha poi fatto riferimento al naufragio avvenuto ieri nelle acque siciliane e all’emergenza sbarchi: «Noi andiamo avanti con Mare Nostrum, che è una missione di civiltà e dignità, ma l’Europa si occupi di difendere i propri confini, e non solo delle sue regole e delle sue burocrazie».

ATTESA A PIAZZA POLITEAMA. Il premier Matteo Renzi ha appena lasciato la sede della Prefettura dove ha incontrato rappresentanti delle istituzioni locali, imprenditori e sindacalisti. Con lui, oltre al sottosegretario Del Rio, c’era anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Ad ascoltare Renzi vi erano anche il presidente della Regione, Rosario Crocetta, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il prefetto Francesca Cannizzo.