MAFIA/Dell’Utri, processo rinviato al 9 maggio


dell'utri 1La Cassazione ha accolto la richiesta di rinvio del processo a Marcello Dell’Utri, condannato in appello a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La nuova udienza è stata fissata per il 9 maggio.

“Preso atto dei certificati medici pervenuti il 10 e il 12 aprile e l’ulteriore certificato medico dell’avv. Krogh che attestano l’impedimento dei difensori di Marcello Dell’Utri a comparire e, dopo aver sentito il parere della Procura e della parte civile che non si sono opposti al rinvio, seppure con delle precisazioni, il collegio fissa la nuova udienza per il 9 maggio alle ore 14”. Così il presidente della prima sezione penale, Cristina Siotto, ha accolto le richieste di rinvio dell’udienza di Dell’Utri.

Dell’Utri resta detenuto presso il Comando della polizia di Beirut, dove in teoria potrebbe rimanere fino alla decisione delle autorità libanesi sulla richiesta di estradizione dall’Italia. E ciò nonostante ieri non si sia svolta quella che era attesa come un’udienza di convalida dell’arresto, avvenuto sabato all’Hotel Phoenicia. E’ stato il procuratore generale presso la Corte di Cassazione libanese, Samir Hammud, a spiegare i motivi per i quali ha rinunciato a convocare, almeno per ora, l’ex senatore di Forza Italia, dopo che per lunghe ore giornalisti, funzionari dell’ambasciata italiana e dell’Interpol giunti da Roma avevano atteso a Palazzo di Giustizia di Beirut il suo arrivo per un possibile interrogatorio. L’alto magistrato ha sottolineato di avere approvato l’esecuzione del mandato di arresto di Dell’Utri giunto alla polizia libanese tramite Interpol con la procedura che viene definita di “segnalazione rossa”. “Ora – ha aggiunto il procuratore generale – in linea di principio può rimanere detenuto fino a quando verrà deciso se concedere o meno l’estradizione, senza obbligo da parte mia di tenere un’udienza, almeno fino all’arrivo della richiesta formale da Roma con la documentazione necessaria”.

In base al trattato bilaterale in vigore dal 1975, tale richiesta dovrà essere trasmessa a Beirut entro il termine di 30 giorni. Solo allora il procuratore generale dovrà sentire Dell’Utri e presentare una relazione al ministero della Giustizia per raccomandare la concessione o meno dell’estradizione. Ma sarà l’autorità esecutiva a decidere, con un provvedimento che dovrà essere firmato dallo stesso ministro della Giustizia, dal primo ministro e dal presidente della Repubblica. Tuttavia, anche se non esiste per ora l’obbligo di sentire l’arrestato, Hammud potrebbe farlo se lo ritenesse necessario. Cosi’ come potrebbe decidere misure alternative per la detenzione, fra cui gli arresti presso un altro tipo di struttura, visto che Dell’Utri ha 73 anni ed e’ stato sottoposto in passato a più interventi chirurgici al cuore.

Una fonte locale ha detto  che nel pomeriggio di ieri la moglie e un figlio dell’ex senatore, giunti ieri dall’Italia, hanno potuto incontrarlo nella sezione dei servizi di Intelligence del Comando della polizia, nell’area tra l’ospedale francese Hotel Dieu e la zona del Museo. Durante il colloquio, durato circa 15 minuti, i familiari gli hanno consegnato alcuni libri e farmaci. Mentre non gli e’ consentito vedere la televisione o ricevere giornali, essendo sottoposto a regime di isolamento. Dell’Utri e’ parso di buon umore e ha detto di essere “trattato bene”. Secondo quanto si e’ appreso, quello in cui e’ ospite avrebbe le caratteristiche di un appartamentino piu’ che di una cella di sicurezza. La fonte ha detto che Dell’Utri ha affidato la sua difesa in Libano ad un esperto avvocato libanese, Nasser Al Khalil. Ma questi non ha ancora confermato di avere ricevuto l’incarico. Rimane il mistero sui motivi per i quali Dell’Utri si trovava a Beirut dove, secondo un testimone, era arrivato il 24 marzo con un volo da Parigi. E non vi sono conferme da parte di fonti ufficiali a notizie di stampa secondo le quali era in possesso di un biglietto di andata e ritorno per lasciare il 29 marzo il Libano, dove il 3 aprile e’ stata scoperto dalla Dia che ha localizzato la sua utenza telefonica mobile.