Renzi, da domani sarà missione in Europa


La Germania è fiduciosa, ma chiede riforme sostanziali. E la Camusso critica il governo: aumenta la precarietà

 campanellaRenzi

Dopo l’annuncio delle misure che il suo governo ha in cantiere, il Premier Renzi è pronto a partire verso l’Europa. Europa che, dopo il monito della Bce sulla necessità che l’Italia riduca il deficit, era stata oggetto della replica renziana «Rispetteremo gli impegni, ma l’Ue deve cambiare… L’Europa ha più bisogno dell’Italia di quanto l’Italia ha bisogno dell’Europa. Questa cosa qui va detta da un Paese che un europeista convinto». 

Germania: «Da Renzi ambizioso programma di riforme»

Lunedì il Premier incontrerà il Presidente francese Hollande, per poi proseguire in direzione Berlino. Oggi il governo tedesco si è detto consapevole dell’ambizioso progetto di riforme del governo Renzi ed il portavoce di Angela Merkel, pur non anticipando i contenuti dell’incontro di lunedì tra Renzi e la cancelliera, dà per scontato che uno degli argomenti sarà proprio quello delle riforme in Italia. A Roma nel frattempo il commissario alla spending review Cottarelli ha illustrato le proposte al comitato interministeriale: un percorso delle singole voci per costruire la revisione della spesa con risultati a breve e nell’arco del triennio.

Poletti: «Con misure Cdm favorite le assunzioni»

Proprio le misure sul lavoro vengono difese oggi dal ministro Giuliano Poletti: «Con il pacchetto approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri – dice l’ex presidente di Legacoop ad Avvenire – è partito l’iter di semplificazione che vuole creare condizioni chiare e favorevoli all’ingresso di chi oggi si ritrova a spasso». «D’ora in poi – continua il ministro – un imprenditore che è nelle possibilità di aumentare il personale della sua azienda potrà farlo in modo semplice, in piena tranquillità e senza aver paura di nulla».

Camusso «Attenzione per il lavoro non per i lavoratori»

Parole, quelle di Poletti, contestate da Susanna Camusso. Per il leader della Cgil, infatti, si tratta di «provvedimenti che inducono ulteriore flessibilità e precarietà. La soluzione non è togliere le tutele ai lavoratori. Ci hanno colpito molto i titoli di alcune interviste di oggi che dicono che le imprese non avranno più paura ad assumere, – continua la Camusso – come se ridurre le tutele dei lavoratori fosse un modo per esorcizzare le paure delle aziende, come se il livello di disoccupazione che abbiamo nel paese non sia l’effetto della crisi… e che la soluzione non sia togliere tutele ai lavoratori e determinare che per tre anni possano essere assunti e licenziati ogni giorno» Poi parla delle tutele dei lavoratori e delle pensioni «Avevamo capito una volontà del governo, nel Jobs Act, di costruire tutele per il lavoro, mi pare che i primi provvedimenti vadano esattamente in direzione opposta. La nostra iniziativa si concentrerà nel consolidare il risultato sulla riduzione fiscale, nel porre il tema delle pensioni, allargando anche a loro la riduzione della tassazione»

Renzi assicura: «Nessun taglio alle pensioni»

Intanto, sul tema dei prelievi sulle pensioni per favorire nuovi posti di lavoro, il premier rassicura: escluso che chi guadagna 2-3 mila euro sia chiamato a un contributo. Mentre Susanna Camusso chiarisce che la Cgil è pronta a discutere di contributo di solidarietà ma sottolinea che assegni da 2.000-2.500 euro “non sono d’oro”.

Passera : «Possibilità alle famiglie di incassare subito il Tfr»

Suggerimenti al governo arrivano invece da Corrado Passera. L’ex ministro del governo Monti e leader di Italia Unica consiglia a Renzi che: «È il momento di dare l’opzione alle famiglie di incassare subito il trattamento di fine rapporto: è una mensilità in più che può fare la differenza».