Bagheria : I segreti della Certosa (90011… Odissea nello strazio 2)


Bagheria certosaMonaca di Monza o uccelli di rovo nella Certosa di Bagheria? La storia o leggenda di Comingio ed Adelaide.

Nella pineta della Villa Butera il principe Ercole Michele Branciforti realizzò, nel 1797 alle spalle del castello medievale, un piccolo edificio in stile romanico adibito a convento di monaci trappisti: la cosiddetta Certosa.

Cosa avveniva all’interno della Certosa e che funzione aveva questo edificio, quasi nascosto fra gli alti fusti della bella pineta? Sicuramente era un luogo pieno di segreti e storie d’amore clandestini; luogo di incontri politici, amorosi e di intrighi di corte.

All’interno dell’edificio si trovano otto celle (stanze), una cucina, separate da un ampio corridoio; tutto lascia pensare alla sistemazione di un convento e i sai indossati dai frequentatori del luogo ne testimoniano la funzione, ma i volti che incontriamo nel nostro visionario viaggio all’interno della Certosa e gli atteggiamenti degli stessi ci lasciano qualche perplessità o magari soltanto curiosità.

In fondo al corridoio sbirciando nella prima stanza a destra vediamo Orazio Nelson, seduto a pranzo con la sua amante Maria Carolina, serviti da un cameriere negro e muto. Qualche dubbio ci viene che non siamo in un convento, ma in un privè per nobili. Boccaccia mia statti zitta e non trarre conclusioni affrettate. Allora mi avvicino alla seconda stanza e con sorpresa mi ritrovo ad interrompere una scena d’amore fra Comingio e Adelaide. Il dubbio si fa certezza: Comingio è in estasi d’amore mentre  Adelaide  (sorpresa per l’improvvisa comparsa di un estraneo) si ricompone con destrezza e si atteggia in preghiera con lo sguardo rivolto in cielo. (I due in effetti sono due amanti, i quali non potendosi sposare perchè parenti troppo prossimi e non avendo avuto la dispensa dalla Santa Sede, decidono uno di farsi frate e l’altra di andare a giuste nozze con altro. L’amore fra i due non finisce e alla morte del suo sposo Adelaide, rimasta vedova si ritira nello stesso chiostro dell’amante Comingio, sotto mentite spoglie di un frate trappista. Solo dopo la sua morte si verrà a conoscenza della sua vera identità femminile).

Due stanze, due coppie di amanti; la Certosa più che un convento di frati trappisti ci sembra un rifugio discreto per spasimanti in calore. La terza cella è vuota; è la stanza di Adelaide, che di giorno trascorreva il suo tempo in questa stanza, ma al calar delle ombre vespertine si trasferiva nella cella di Comingio. Nella quarta cella intuiamo che è la cucina del convento dall’odore di uova al tegamino che ci arriva al naso mentre ci soffermiamo a guardare un uomo in saio che ramazza nel corridoio, facendo finta di non vedermi, ma pronto ad aggredirmi in caso di incursione nell’ultima stanza a destra.

bagheria museo delle cereAllora svolgo il mio sguardo nella prima stanzetta a sinistra, un frate è intento a lavorare con una pala e un cesto ; nella cella accanto prima vedo due ampie librerie incassate nei grossi muri, mentre seduto intento a leggere e meditare scorgo Ruggiero il Normanno, colto sovrano di Sicilia. Lascio il nostro sovrano del medioevo e nella cella accanto scorgo attorno a un tavolo a discutere animatamente il padrone di casa, il principe Ercole Michele Braciforti, il re Luigi XVI di Francia e Ferdinando I di Borbone.

Nell’ultima stanza a sinistra del corridoio il principe Caramamico stramazza a terra quasi morto, non appena riceve un ordine dal crudele ministro Giovanni Acton, già comandante della marina toscana e ministro preferito dalla regina Maria Carolina di Napoli. Una scena drammatica alla fine del mio viaggio fra le celle della Certosa.

Uscendo fuori un grosso cane San Bernardo mi riporta alla realtà e un fraticello con una brocca in mano mi porge dell’acqua, mentre un altro con una campanellina mi sveglia dal mio sogno e tutto scompare come se non fosse mai esistito.

Ed in effetti a ritornarci ora in questo luogo della memoria nulla esiste più tranne il muto  e spoglio edificio della Certosa. Se queste vecchie mura potessero parlare racconterebbero di amori clandestini e intrighi politici d’altri tempi, che comunque hanno fatto la storia di Sicilia e non solo.

Ripristinare i molti luoghi della memoria per Bagheria potrebbe essere utile per ritrovare quel senso della comunità e quei valori identitari comuni, depositati nella polvere del silenzio da troppo tempo; ritrovare le proprie radici e abbeverarli con la speranza di un futuro possibile attraverso la conoscenza del passato può essere utile per un Paese, che oggi, trascurando tutto questo, ha trascurato se stesso e si è precluso anche la speranza di avere un futuro.

Non è mai troppo tardi … I HAVE A DREAM … Bagheria città futura.

N.d.C : è notizia recente che la Certosa, oggetto di un lunghissimo restauro, è stata concessa in locazione gratuita per 10 anni al museo del Giocattolo e ci chiediamo “ma nessuno ha mai pensato di ripristinare il vecchio Museo delle cere, da cui sono scaturite le mie fantasie di cui sopra?” dove sono finiti tutti personaggi in cera, gli arredi e le suppellettili della Mia Certosa? meta di nobili e meno nobili visitatori per più di un seccolo e mezzo.

Solo dal recupero del nostro passato passa il nostro futuro.

Ruggero_il_Normanno

2 pensieri su “Bagheria : I segreti della Certosa (90011… Odissea nello strazio 2)

  1. Una delle clausule per la permanenza del Museo del giocattolo in bagheria era proprio che il Sig. Piraino ricreasse le statue di cera de la Certosa.

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