Riforma Province, ipotesi nuovi commissari


ars sala ercole palazzo normanni

Si fa sempre più strada l’ipotesi di una proroga dei commissariamenti nelle Province. Secondo alcuni deputati d’opposizione senza un testo condiviso e depurato da alcune norme ritenute incostituzionali come quella dell’elezione di secondo livello, dunque differente dal disegno di legge incardinato in aula ed emendamento dal governo, è probabile che per scongiurare il ritorno al voto la Regione provveda alla nomina di nuovi commissari alle Province.

Riforma Province, maggioranza compatta dopo la lite Crocetta-Cracolici

Tensione alle stelle nella maggioranza sulla riforma delle Province, tanto che le opposizioni hanno abbandonato la riunione, in corso a Palazzo dei Normanni col governatore Rosario Crocetta. Alcuni deputati della minoranza, presenti al vertice, riferiscono che l’intesa che era stata raggiunta dalla maggioranza a Roma “in realtà non esiste”. “E’ stato imbarazzante assistere alle liti tra Crocetta e Cracolici”, dice il capogruppo del Pid-verso Forza Italia, Toto Cordaro. In questo clima, le opposizioni hanno deciso di lasciare il vertice e di rimanare in attesa di segnali da parte della maggioranza nel caso in cui riuscisse a raggiungere un accordo.

Nella stanza del governo di Palazzo dei Normanni, dove si sono riuniti capigruppi e giunta, il clima s’è surriscaldato quando Antonello Cracolici, presidente della commissione Affari istituzionali, ha riferito di avere chiesto un parere agli uffici su alcuni emendamenti del governo al testo base, incardinato in aula, e ha cominciato a leggere un documento. A quel punto Crocetta lo avrebbe interrotto più volte, provocando la reazione di Cracolici che ha stracciato il foglio.

Le opposizioni, intanto, avevano posto tre quesiti di mediazione a maggioranza e governo: elezione diretta dei presidenti o delle assemblee dei Liberi Consorzi, numero dei consorzi e competenze. “Il testo del governo è incostituzionale, su questo non c’è dubbio: l’elezione diretta è indispensabile”, dice il capogruppo della Lm-verso Forza Italia, Santi Formica, che già ieri in aula aveva posto la pregiudiziale, poi respinta dal voto parlamentare.

AGGIORNAMENTO DELLE 14.50. A Palazzo dei Normanni prosegue senza le opposizioni, che hanno abbandonato la riunione, il vertice sulla riforma delle Province con la maggioranza che sta tentando, a fatica, di trovare un accordo complessivo da sottoporre poi alla minoranza prima di tornare in aula questo pomeriggio. La seduta è prevista alle 16.

TORNA IN PISTA TESTO CONDIVISO A ROMA, APERTURE A OPPOSIZIONI. Dopo una lunga discussione, a tratti molto accesa e un faccia a faccia tra Rosario Crocetta e Antonello Cracolici (Pd), le colombe della maggioranza, guidate da Lino Leanza, sono riuscite a mediare e a ricompattare la coalizione, riunita a Palazzo dei Normanni col governatore, attorno al testo di riforma delle Province condiviso nel vertice al Nazareno.

Stemperate le tensioni, la maggioranza sta tentando il coinvolgimento delle opposizioni, che sono tornate al tavolo della riunione, nella stanza del governo.

Rispetto al testo emendato dal governo, l’ipotesi sul tappeto è quella dell’elezione del presidente dei Liberi Consorzi da parte dei consiglieri di tutti i comuni che aderiranno al consorzio senza voto ponderato dunque, che rimane valido invece per la composizione delle assemblee.

SEDUTA ARS APERTA E SUBITO SOSPESA. Seduta lampo all’Ars, aperta e subito rinviata alle 18. Il vice presidente dell’Ars, Antonio Venturino, ha informato l’aula che il rinvio è stato chiesto dai capigruppo. Si cerca ancora una intesa sulla riforma delle Province tra maggioranza e opposizione, una strada che appare in salita. Nonostante le colombe della maggioranza abbiano mediato, all’interno della coalizione rimangono i mal di pancia di alcuni deputati sul testo emendato dal governo, mentre l’opposizione non è affatto convinta delle proposte messe sul tavolo: elezione dei presidenti dei Liberi consorzi allargata a tutti i consiglieri dei comuni che aderiranno al consorzio (dunque la conferma dell’elezione di secondo livello) e funzioni per i futuri consorzi da assegnare con una successiva legge entro sei mesi mantenendo del testo attuale solo competenze generiche.