Decadenza, slitta il voto in Aula /Il Cav: mi cacciano? Cade Letta


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La Giunta per il regolamento del Senato è tornata a riunirsi per decidere con quali modalità dovrà tenersi in Aula il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Ovvero, se confermare la prassi del voto segreto o modificare il regolamento introducendo il voto palese, ipotesi questa caldeggiata da Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Poco dopo l’apertura, i lavori sono stati sospesi su richiesta del Pdl in quanto le motivazioni della sentenza di interdizione diffuse oggi dalla Corte d’appello di Milano conterrebbero delle novità.

“La corte d’Appello di Milano ha appena detto che l’incandidabilità è una sanzione amministrativa, e pertanto non è retroattiva. Quindi dà ragione a noi e non c’è motivo di andare avanti”, ha detto il senatore del Pdl Francesco Nitto Palma. A suo giudizio, dunque, è venuta meno “la fretta” di qualcuno di decidere su voto palese o segreto. La sentenza di Milano – sostiene – si allinea alle “doglianze” che il Pdl aveva già avanzato e quindi ora “non c’è più motivo di andare avanti”. La questione – aggiunge – dovrebbe ritornare alla giunta per le elezioni.

BERLUSCONI: “Il voto sulla mia decadenza sarebbe una macchia sulla democrazia italiana destinata a restare nei libri di storia: il leader di centrodestra escluso così, con una sentenza politica che è il contrario della realtà, perchè non si riesce a batterlo nelle urne … Ci si rende conto?”…

Il Cavaliere suggerisce anche la soluzione dell’impasse: “Segnalo che il governo, se volesse, avrebbe un’autostrada per risolvere il problema: è tuttora aperta la ‘legge delega’ sulla giustizia, e basterebbe approvare una norma interpretativa di una riga, che chiarisca la irretroattività, la non applicabilità al passato della legge Severino. Letta dica si o no. Basterebbe rispettare lo stato di diritto, l’art. 25 della nostra Costituzione e l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”.

Berlusconi dice la sua sulla manovra: “I ministri l’hanno approvata con la clausola che avrebbe dovuto essere migliorata in incontri con la nostra cabina di regia e dopo in Parlamento. Certo ci sono punti non aggirabili. Uno: la legge di stabilità va cambiata, perchè è inaccettabile l’idea di nuove tasse, o, peggio ancora, del ritorno della tassa sulla casa, addirittura aumentata”.

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