Ha lavorato 34 anni come maestra. La sua pensione di marzo? 2 euro


Ha 67 e si chiama Licia. Faceva la maestra elementare a Palermo, 34 anni di lavoro alle spalle. Ora è in pensione. Nel mese di marzo 2013 riceverà un assegno di due euro netti. Il suo assegno, che mediamente si aggira intorno ai mille euro, verrà infatti decurtato di 977 euro a titolo di conguaglio Irpef. L’addebito le è arrivato senza preavviso.

La storia, che ha dell’incredibile, viene messa in luce dall’edizione siciliana di Repubblica. Pochi giorni fa la signora Leonardi, controllando il sito Internet dell’Inps, trova casualmente la rendicontazione del cedolino di marzo, che le arriverà a breve a casa.

Su una pensione mensile lorda di 1.700 euro, tra Irpef regionale, cessione del quinto, addizionali comunali e conguagli fiscali, quello che le sarà accreditato nel conto corrente saranno due euro. Sulla pensione pesa un conguaglio fiscale da 977 euro, un ricalcolo delle imposte e dei contributi dovuti sulla base del reddito percepito che ogni anno l’Inps addebita nel cedolino e che quest’anno ha dovuto fare i conti con l’aumento dell’Irpef regionale, tra le più alte d’Italia.

Licia, spiega Repubblica, vive con due figli disoccupati e si lamenta dell’assenza di un preavviso. Franco Gioia, presidente del comitato provinciale dell’Inps, ha risposto che la signora avrebbe potuto chiedere la rateizzazione del conguaglio e dilazionare il pagamento in cinque rate.