Montezemoliani di Sicilia.La Rivoluzione dall’alto.


Italia Futura, la creatura di Luca Cordero di Montezemolo, raccoglie le sue forze a Palermo. Ecco chi sono i montezemoliani di Sicilia.

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PALERMO – A pochi giorni dall’appuntamento nazionale di “Verso la Terza Repubblica”, il movimento Italia Futura, di Luca Cordero di Montezemolo, si struttura anche in Sicilia. A tenere le redini il portavoce regionale Massimo Plescia ed il coordinatore regionale Ettore Artioli. In platea ci sono volti noti dell’imprenditoria cittadina, come Giuseppe Di Giovanna (“Faccio impresa per distribuire benessere, non per ricchezza personale”), Adolfo Allegra e Gigi Mangia. Non mancano rappresentanti del mondo accademico, in primis il rettore Roberto Lagalla, a fianco il docente Paolo Inglese, nipote di Giuseppe Alessi. A proposito di nipoti, in prima fila c’è Gaspare Sturzo.

Si discutono i punti programmatici già affrontati dal Montezemolo e soci in quel di Roma. I cardini sono quattro, quelli di Agenda 2013: giovani, donne, cultura e impresa. Artioli non si nasconde dai taccuini, come aveva fatto nel primo incontro tenutosi a Palermo due settimane fa: “La questione meridionale è centrale. Bisogna creare un meccanismo per cui lavoro e impresa non siano una propaggine dell’assistenzialismo, cui la Sicilia è abituata”.

Sul possibile accordo con il nuovo soggetto politico che potrebbe nascere sull’asse Crocetta-Orlando, il coordinatore è perentorio: “Abbiamo il massimo rispetto, – afferma Artioli – ma non sono nostri interlocutori perché rappresentano la vecchia politica. Ad ogni modo siamo disponibili a parlare con tutti”. Più aperto invece Massimo Plescia: “Possono essere interlocutori, a patto di non dar vita ad un soggetto gattopardesco. Chiediamo di sposare la nostra agenda, quella del merito. Oggi gli imprenditori hanno capito che non si può essere ricchi in un paese povero, ed i sindacalisti che non si possono difendere i posti di lavoro in imprese che chiudono. Questo è il contesto in cui nasciamo”. Il portavoce regionale parla anche del governo Crocetta: “Grandi auguri a lui, perché la Sicilia non può permettersi di aspettare altri cinque anni. Bisogna però partire da Roma, cambiando le regole, come dice Crocetta bisogna fare la rivoluzione, ma a partire dall’alto”.

Si mettono in scia l’ex candidato alla presidenza della Regione, Gaspare Sturzo, e il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Roberto Lagalla. “C’è l’esigenza di un nuovo impegno costituente – sostiene Sturzo – perché c’è da cambiare l’intero sistema parassitario. Dobbiamo batterci per una legge elettorale più giusta, non che tuteli l’attuale classe politica. Invito Italia Futura a pensare non solo ai temi cari all’impresa, ma anche al sociale ed alla cultura”. Focalizza l’attenzione sul mondo dell’istruzione invece Lagalla: “Il paese si sta svegliando dal torpore e dall’eccesso di delega. I giovani di oggi sono la prima generazione del dopoguerra che sarà più povera della precedente. L’etica e la responsabilità siano la base del nostro impegno”.

I toni sono quelli liberali, i volti per lo più appartengono ad elettori di destra disillusi, forzisti della prima ora ma non solo. “Il nostro è un pensiero liberale realmente riformista: non siamo moderati – afferma Plescia – . Abbiamo buonsenso ma non siamo dei moderati. Daremo vita ad un nuovo partito civico e popolare”.

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