Bagheria : Tania Naro si dimette da Assessore e da Vicesindaco.


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La Camera salva Romano: sfiducia respinta con 315 voti, premier soddisfatto. Contestazioni in aula e in piazza


Saverio Romano e Silvio Berlusconi (Ansa)Saverio Romano e Silvio Berlusconi (Ansa)

Umberto Bossi che gli siede accanto a suggellare il sostegno del Carroccio. Cori e fischi dei deputati dell’opposizione che inveiscono contro gli ex Responsabili prima dello scrutinio. Ma soprattutto i sei radicali che non votano lanciando un formidabile assist alla maggioranza dopo aver alzato dei cartelli con la scritta “amnistia (e ora il Pd valuta la loro espulsione, mentre Rosy Bindi li bolla come «inqualificabili»). E lui, Francesco Saverio Romano, ministro delle Politiche agricole sotto inchiesta per mafia a Palermo, che strappa il “no” della Camera alla mozione di sfiducia presentata dai democratici: 315 i voti contrari, 294 quelli favorevoli. Con Gianfranco Fini che commenta amaro:«Seduta agitata? Mi sembra che si sia aperta la campagna elettorale… per l’esperienza che ho». E Pier Ferdinando Casini a ruota. «L’atmosfera è un po’ surriscaldata, eccessiva. Stendiamo un velo pietoso». Mentre il Senatur prima attacca i magistrati («sono i primi a far casino»), poi spiazza tutti dopo aver liquidato come «normale» il voto di oggi. «Avanti fino al 2013? Non lo so. Oggi è andata bene».

Berlusconi soddisfatto, dice Romano, ora riforme fino al 2013
In un’aula caldissima il ministro supera così il test della Camera con un ampio scarto. «La Lega è stata compatta, tutta la coalizione lo è stata – commenta Romano a caldo -. Berlusconi è molto soddisfatto, anche perché ci sono stati 315 voti con le assenze giustificate e questo significa che la maggioranza è a 325 e si possono fare le riforme da qui alla fine della legislatura». Tra un mese, però, lo attende un nuovo bivio: l’udienza del gup di Palermo, il prossimo 25 ottobre, che dovrà decidere se rinviarlo o meno a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. In serata poi Berlusconi avrebbe detto, parlando ad alcuni esponenti del Pdl secondo quanto si apprende da fonti di maggioranza riprese dalle agenzie, che «ci vuole una commissione d’inchiesta sul comportamento dei magistrati».

La giornata del ministro Romano dentro e fuori Montecitorio

 La difesa del ministro: giudici soverchiano il Parlamento

Prima di difendersi davanti ai giudici, però, Romano rivolge ai colleghi di Montecitorio un’accorata arringa nel corso della quale tuona comunque contro la magistratura «irresponsabile». «Quello che un tempo era l’ordine giudiziario ormai ha soverchiato il Parlamento e ne vuole condizionare le scelte. Mi sarei aspettato – spiega ilministro- un atto ispettivo», per capire «come mai un uomo che svolge una funzione pubblica possa essere stato tenuto otto anni sulla graticola». Davanti ai colleghi, Romano non risparmia però staffilate all’opposizione rea di aver predisposto una mozione «odiosa». «Sono stato oggetto di una campagna di aggressione che non auguro a nessuno. Piena, oltretutto, di grossolane inesattezze».

Scintille in aula prima del voto
Una risposta articolata al tentativo di disarcionamento messo in campo dai democratici contro il ministro accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Il responso a favore di Romano fila via liscio. Ma la tempesta si scatena, eccome, durante le dichiarazioni di voto. Con Antonio Di Pietro che torna a gettare benzina sul fuoco dopo l’affondo mattutino («se non si dimette, arriva la violenza»). «Lei – dice l’ex pm rivolgendosi a Romano – sta ricevendo il corrispettivo di un voto di scambio, così come avviene nelle organizzazioni mafiose». Poi la tensione sale ancora quando a prendere la parola in aula è il capogruppo degli ex Responsabili. Con gli ex compagni di Fli e i deputati del Pd che gli urlano “venduto, venduto” quando Silvano Moffa osa dire che la mozione contro Romano è una vendetta per il voto del 14 dicembre scorso.

Bossi: non ci saranno sorprese
Nessuno nell’opposizione si fa illusioni sull’esito del voto che Silvio Berlusconi ha blindato strappando anche il sostegno della Lega. Ribadito oggi da Umberto Bossi: «Sorprese? Penso di no», rassicura il Senatur arrivando alla Camera. E il colloquio che si consuma nell’aula di Montecitorio tra Romano e il ministro leghista Roberto Calderoli, come pure il Bossi seduto accanto a Romano prima dello scrutinio, sono la plastica rappresentazione dell’armistizio tra il leader dei Pid e il Carroccio. Che a quella poltrona, occupata ora dall’ex Dc, ha sempre guardato con grande interesse, ma che alla fine si è allineato al diktat giunto dall’alto.

Venti assenti in aula. Fuori la catena umana del Popolo Viola
Insomma, nessun intoppo per la maggioranza. D’altro canto l’ordine di scuderia fatto partire dal Pdl e dalla Lega è stato categorico: annullare tutti gli impegni per essere presenti in aula. E alla fine dall’elenco dei venti assenti spuntano poche sorprese: 2 di Fli (Tremaglia e Buonfiglio), 7 del gruppo Pd (6 Radicali più Marianna Madia che ha partorito), 6 del Pdl (Angeli, Armosino, Cristaldi, Franzoso, Papa, Versace), 1 (Ricardo Merlo) dell’Udc. Tra gli assenti anche l’ex ministro Calogero Mannino, Roberto Commercio e Carmelo Lo Monte dell’Mpa, Antonio Gaglione del gruppo Misto. Ma le assenze non cambiano il finale della partita. Mentre davanti a Montecitorio il Popolo Viola mette in scena un sit-in e una “catena” umana di protesta contro il ministro. Poi la mobilitazione si sposta nella centralissima piazza romana di Santi Apostoli per la “notte della legalità”.

Pronto il condono fiscale da 15 miliardi


Italy: Plenary

Ed ecco la ‘bomba’ di fine settembre. Fonti della maggioranza rivelano che il presidente del Consiglio sta preparando un condono fiscale tombale per recuperare circa 15 miliardi di euro da utilizzare per abbattere il debito pubblico. Continua a leggere “Pronto il condono fiscale da 15 miliardi”

Rischio default mondiale: in poche parole il mondo è fallito.


Se non si provvederà a riforme strutturali per il rilancio delle economie dei singoli stati:riforme che dovrebbero prevedere una crescita dei Pil nazionali degli stati più indebitati. Continua a leggere “Rischio default mondiale: in poche parole il mondo è fallito.”

Bagheria : sabato 1 ottobre alle ore 15.00 – 02 ottobre alle ore 18.30 Arco Azzurro – Mongerbino (Bagheria – Pa)


da Quelli Di Pittalà riceviamo e pubblichiamo
Dopo il grande successo della seconda passeggiata sotto le stelle di Monte Catalfano; promosse da A.S.D Natura & Sport e “Quelli di Pittalà” al fine di rilanciare il perco sub-urbano bagherese.
Ora inizia una nuova sfida, far conoscere L’ARCO AZZURRO bellezza di Mongerbino, frazione di bagheria.
Pertanto, Si invitiano Sabato 1 Ottobre alle 15.30, riuniti nella strada dell’ ex Ecomostro, a partecipare ad un’iniziativa che, oltr…e ad essere all’insegna del divertimento e dell’arte, rappresenta un ulteriore tentativo per la sana valorizzazione del nostro territorio.
A tutti i partecipanti sarà offerta l’opportunità di una visita guidata dell’area e di allenamenti di spinning gratuiti. Si sottolinea, inoltre, un’importante novità! Durante la giornata,infatti, interverranno Elisa Martorana Photoreporter ormai già affermata che scatterà numerose foto per ricordare l’evento e gli artisti del centro creativo sito nel bene confiscato di fronte la Chiesa Madre.
Questi ultimi, oltre ad allestire una mostra di alcune delle loro opere, dipingeranno al chiaro di luna, dando a tutti i presenti la possibilità di assistere alla realizzazione e cimentarsi in questo campo.

In Italia è vicina la rivoluzione? Sei pronto a scendere in piazza contro la Kasta? Di’ la tua


LA DURA,
IMMINENTE, REAZIONE
DEGLI ”ARRABBIATI” EUROPEI,
DEI PAUPERIZZATI E PRECARIZZATI

CONTRO

LA CASTA RELIGIOSA

LA CASTA POLITICA,

LA CASTA ECONOMICA,

LA CASTA PARTITICA,

LA CASTA SINDACALE,

LA MASSMEDIALE,

IL MALAFFARE

ALLEATI

NELLA RAPINA DEI POPOLI,

DEI LAVORATORI,

SOPRATUTTO GIOVANI.

SOPRATUTTO DONNE ?

Di come la pensi e se vuoi partecipare?